Un’ultima cosa su Grillo, poi la pianto lì, perché il mondo va avanti con o senza di lui. Me lo sono immaginato come un kamikaze, imbottito di tritolo che si fa saltare alla festa dell’Unità di Milano. Per modo di dire, naturalmente, ma se ci pensate: è stato scritturato dai DS a Milano, invitato in quanto personaggio di richiamo che ha sempre riempito i teatri. Lui accetta l’ingaggio e poi cosa fa? Insospettabile, passa per amico o, comunque, non nemico e deflagra al Palasharp bombardando quelli che l’hanno invitato e pagato, tra le risate del pubblico. Grottesco.

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