Tag Archive: inquinamento


24 dicembre, manca l’olio d’oliva e la passata di pomodoro, che nella mia cucina sono fondamentali. Decido di affrontare l’orda della vigilia e muovere verso il super. Avrei voluto alzarmi prima, ma ormai sono le 9,30 ed è fatta. Guardo la macchina, non la lavo da tre mesi, non piove mai, se passo vicino ad una centralina anti-inquinamento e rilascio un po’ delle polveri accumulate il sindaco fa chiudere la città al traffico per un anno. Decido di andare all’autolavaggio, con due euro me la cavo, le do una sciacquata e mi lavo anche un po’ di coscienza, visto che è un diesel euro3, razza maledetta di questi tempi. Giunto sul posto noto un po’ di fila: per forza, è sabato, la vigilia di natale, tutti si sono accorti di quanto è sporca l’auto e decidono di lavarla per fare bella figura coi parenti. Non è tutto: a parte i pervertiti, quelli che lavano l’auto con meticolosità psico-patologica, la insaponano, la risciacquano, la asciugano e la massaggiano come delle geishe thailandesi, ci sono gli impediti che infilano i gettoni nel verso sbagliato, li incastrano nella macchinetta, la bloccano e non sanno come fare, si guardano in giro imbarazzati  – in tutte le auto in attesa c’è qualcuno che scuote la testa come a dire “ma guarda che pirla” – per scovare un addetto, ma quello si deve essere imboscato e la fila si allunga. Basta, ho l’auto sporca e ma la tengo, alla faccia del sindaco, dei parenti e di tutti quelli che quando passerò si volteranno a dire “ma guarda quello con che auto va in giro”. Mi dirigo verso il super e fermo al semaforo vengo adocchiato dal solito lavavetri armato di spazzolone. Avanzo di un paio di metri e gli faccio segno con la mano che non ho bisogno. Non ho bisogno???? Stavo per dare due euro ad una stupida macchinetta automatica, senza nemmeno conoscerne il proprietario, per lavare la macchina con le mie mani e rifiuto 50 centesimi ad un ragazzo, un essere umano che sta in mezzo alla strada, respirando le peggio cose, imbacuccato in sciarpe e maglioni visto il freddo che fa, che mi avrebbe almeno lavato il parabrezza per vederci un po’ meglio e mi avrebbe pure detto grazie e buon natale? Ma sono scemo? No, sono un coglione, ci sono voluti solo dieci secondi per rendermene conto, troppi, comunque, perché il semaforo verde è scattato, il ragazzo si è già allontanato e le macchine dietro pretendono giustamente di attraversare l’incrocio. Naturalmente al super si è riunito tutto l’universo e per comprare due cose mi tocca fare una coda biblica, che quella nella valle di Giosafatte al confronto sembrerà la fila davanti al cinema dove proiettano l’ultimo film di Kiarostami. Facciamo cose insensate, senza pensarci, solo per abitudine, pessima abitudine. Abbiamo delegato il pensiero all’istinto, viviamo di impulsi, agiamo compulsivamente. Forse anche perdere mezz’ora a scrivere queste righe è un’azione compulsiva, non sarà molto utile, ma almeno mi ha dato modo di rifletterci su. Ve le lascio, se avete cinque minuti da perdere.

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Al vertice di Kuala Lumpur della IATA, l’associazione che riunisce le compagnie aeree, si è fatto il punto della situazione ed è risultato che la crisi subìta dal trasporto aereo è peggiore di quella post 11 settembre. Uno dei nemici peggiori del trasporto aereo sarebbe la videoconferenza, che ha decimato i voli in classe business, quelli più ricchi, degli uomini d’affari che si muovono per il mondo. L’abitudine sempre più frequente, di non lasciare il proprio ufficio, ma di utilizzare le più moderne tecnologie per conferire con i colleghi di tutto il mondo, avrebbe fortemente penalizzato le compagnie, ma ha anche generato dei notevolissimi vantaggi in temini di spreco di risorse, energia, tempo, stress, rischi, inquinamento dell’aria, della terra, dell’acqua. E poi dicono che la vita sedentaria non è salutare.

All’Istituto dei tumori di Milano hanno fatto un interessantissimo esperimento dal quale risulta che una sigaretta inquina tre volte più di una moto Harley Davidson in termini di polveri PM1. Peccato che chi fuma lo fa solitamente in silenzio, mentre quando sento arrivare da lontano una di quelle moto, quando giunge sotto le mie finestre, soprattutto di notte, avrei voglia di prendere un fucile calibro 12 e sparargli nei cilindri, tanto è il fragore insopportabile che provocano. Non esiste solo l’inquinamento atmosferico, quello acustico è altrettanto dannoso e subdolo, anche se si fa pochissimo per combatterlo. Bene, bravi 7+.

759-al-gore-fire.jpgMa Al Gore ci è o ci fa? Ieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Milano dalle mani di un sindaco che vuole cementificare nei prossimi anni anche quel poco verde che gli immobiliaristi Ligresti, Cabassi, Zunino e compagnia edificante ci hanno lasciato. L’ex vice di Clinton, il trombato da Bush, premio Nobel, premio Oscar, ambientalista degli ambientalisti, ha appoggiato (non si sa in base a quale autorità o potere) la candidatura di Milano per l’Expo 2015 e oggi ha il coraggio di dire (ha bevuto? ha fumato? ha sniffato?) che Milano è la città capofila nella lotta all’inquinamento, Milano è una città a vocazione ambientalista, Milano è capitale della lotta all’inquinamento. Ora, Milanesi!, la sensazione di peso che vi opprime il petto, la difficoltà a tirare il fiato, il catarro che invade i bronchi, i vostri bambini sempre malati di tosse e raffreddore, la puzza che avvertite ogni volta che aprite le finestre, le migliaia di morti ogni anno per cause riconducibili allo smog, sono gli effetti della vocazione ambientalista di Milano. Si sa che la vocazione spesso provoca sofferenza e sacrificio, ma bisogna adeguarsi, perché quando la voce chiama non si può non rispondere e Milano sta rispondendo alla voce. A quale voce? Ecco, questo bisognerebbe chiederlo ad Al Gore, perché lui la voce deve averla sentita. Al Gore sente le voci.

tgrsp290023.gifAl Gore il 9 maggio diventerà cittadino onorario di Milano. Il fatto che abbia dato il suo appoggio “morale” all’assegnazione ad una delle città più inquinate d’Italia dell’Expo 2015 è solo un dettaglio marginale e pone la sua autorevolezza come difensore dell’ambiente sull’orlo di un precipizio. Come Wyle Coyote. Basta un soffio per farlo cadere. Pffffffffffffffff.

P.S.: il “signor” Gore, tra l’altro, il 9 maggio è a Milano per parlare alla Università Cattolica della sua “meravigliosa” e “innovativa” televisione satellitare, ma non trova il tempo per recarsi a Palazzo Marino e ricevere l’onoreficenza. La cerimonia è rimandata sine die. Complimenti! Pfffffffffffffffff!