Mi prenderei a schiaffi quando mi vengono certi pensieri. Leggo dal Corriere Salute che per abbassare il rischio di tumore alla prostata non bisogna astenersi dal sesso. L’attività sessuale, infatti, è un ottimo deterrente rispetto all’infiammazione della ghiandola e all’insorgenza di cellule cancerose. Il tumore alla prostata è una malattia grave , seconda solo al cancro ai polmoni come causa di morte in Italia. Si calcolano 7000 decessi all’anno. Azz, verrebbe da dire e mai espressione è stata più adatta alla circostanza. Tuttavia mi è venuto un pensiero maligno: chi decide di astenersi dal sesso, per le più svariate ragioni, è ad alto rischio? Sì, evidentemente. E se lo fa per motivi sprituali, come chi aderisce ad un ordine religioso che richiede voto di castità, non potrà contare su una protezione dall’alto o dall’Altissimo? Di solito no, perché anche i papi si ammalano. E allora, se un religioso, passati i cinquant’anni, è sano come un pesce sotto quel profilo e non accusa il minimo ingrossamento, è sospettabile di avere trasgredito il voto?

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