Archive for agosto, 2007


Tante volte penso all’utilità di conoscere la biografia di artisti, scrittori, musicisti, persone sicuramente dotate che ci hanno lasciato opere immortali. Certo, la curiosità e l’apprezzamento ci spingono a scavare nelle vite di questi personaggi alla ricerca delle radici del loro talento, ma non mancano le brutte sorprese. L’ultima riguarda Arthur Miller, scomparso due anni fa, che, secondo Vanity Fair e New York Times, disconobbe il figlio Daniel, perché nato affetto dalla sindrome di Down. Lo cancellò letteralmente dalla propria vita, tanto che fu l’unico assente ai funerali del 2005. I motivi? Vergogna, paura, fatica di accettare la realtà, tutte cose che colpivano chiunque a quell’epoca, quando nelle famiglie capitava la “disgrazia” di avere un figlio mongoloide, come si diceva allora. Oggi le cose sono un po’ cambiate, fortunatamente, tuttavia questa vicenda si collega indirettamente al dibattito riacceso ultimamente sulla legge 194, a seguito dell’incidente accaduto all’ospedale San Paolo di Milano durante un aborto selettivo.Cronaca a parte, cosa cambia nel nostro giudizio nei confronti di Miller dopo avere scovato questa macchia di fango? Lo leggeremo meno? Non andremo più a vedere Morte di un commesso viaggiatore? O le streghe di salem? o Uno sguardo dal ponte? Lo stesso discorso può valere per Grass., dopo la confessione, forse strumentale, di avere avuto un passato da SS. Le opere aristiche e letterarie,.di solito, sono migliori di chi le ha realizzate. Per questo sopravvivono.

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ladroSe guardaste il mondo dal mio punto di vista le cose vi apparirebbero diverse. Non sembra, ma l’altezza conta. A pochi centimetri da terra tutto è enorme. Anche le cose meno rilevanti, inanimate, assumono connotazioni di irraggiungibilità che le fanno apparire di capitale importanza. Se non fosse per la mia agilità innata, non riuscirei ad arrivare ovunque voglio. I bipedi spelacchiati e spiumati che vivono con me sono alti, altissimi, a volte ho l’impressione cche siano malati tanto sono alti. È possibile? Mi dicono che esistono animali più alti di loro, giraffe, elefanti, cavalli li chiamano.. Io non li ho mai visti, ma me li hanno descritti come quadrupedi e pelosi, quindi più somiglianti a me che a loro. La Natura non sbaglia, i malati sono loro, quindi. Fatto sta che questi scherzi della natura, appunto, pretendono di essere i padroni del mondo. Quello alto e quello basso. L’altro giorno a uno di loro, quella da cui mi faccio coccolare di più, è caduta una fetta di carne. Io mi sono fiondato sul posto e l’ho arraffata al volo, prima che a qualcuno venisse in mente di raccoglierla e portarsela via. Nessuno si è messo a strillare contro di me. Questo perché la fetta apparteneva al mondo basso, ormai, il mio, quello che, per statuto, mi appartiene, con tutto ciò che contiene. Diciamo che, a volte, i confini tra i due mondi sono poco distinguibili e, a metà strada, possono nascere conflitti. Ad esempio, ieri sera:
Mmmmm, che profumino! Da dove arriva? Fammi sentire un po’. Sì, la direzione è quella. Sedia. Tavolo. Piatto. Ecco! Mmmm, bresaola affettata e condita. Acc….ecco che arrivano i bipedi, meglio evacuare la zona…senti come strillano. E su, ho messo solo il naso nel piatto, non ho portato via niente…sì, sì, va bene, non devo salire sulla tavola apparecchiata, va bene, sì, me ne vado, faccio un giro di là, anzi, mi metto qui buono sulla sedia e mi faccio un pisolo, ok?. Ecco qua mi arrotolo come una girella e faccio finta di dormire. Tu mangia pure. Eppure ‘sto profumo non è niente male.  Insomma, alla fine il tavolo è a metà strada tra mondo basso e alto. È una specie di terra di nessuno, acque internazionali. Quello che c’è sopra è di chi se lo prende. È dei bipedi perché l’hanno comprato dal salumiere e l’hanno pagato col loro denaro? be’ io non riconosco il valore del denaro, è una truffa, una garanzia di credito poco credibile al giorno d’oggi, nemmeno garantita dalla riserva aurifera. Come faccio a sapere queste cose di diritto internazionale ed economico-finanziario? Non è perché sono nato basso e peloso che sono stupido e ignorante. Senti senti, il telefono. Ecco che uno si alza. Primo piatto incustodito! Anche l’altra. Due piatti incustoditi!! E’ fatta. Hop, eccomi sul tavolo. Piatto. Bresaola. Via!!! Uffa, è già tornato. Ehi, cosa fai con quel piede? Non oserai, vero? Ahi! Ha osato. E va be’:una pedata vale una bella fetta ben condita con olio extra-vergine. Meno male che i bipedi sono buongustai, pensate se fossi finito in una famiglia di maniaci del fast-food. Magari mi capitava di dover rubacchaire un hamburgher. Bleah. Chissà con cosa li fanno, magari con qualche collega. Miao.

Il vaticano protesta e chiede l’abolizione della legge 194 per l’incidente capitato all’ospedale San Paolo di Milano, a seguito del quale, durante una operazione di aborto selettivo, è stato soppresso il feto sano al posto di quello malformato. I medici cattolici parlano di eugenetica, evocando memorie naziste. Ebbene, io protesterò contro il vaticano e la sua politica invasiva e invadente, ogni qualvolta un bambino finirà male, ammazzato di botte o abusato sessualmente, da parte di genitori che avrebbero fatto bene ad abortire piuttosto che mettere al mondo una creatura su cui sfogarsi per anni. Sciacallaggio per sciacallaggio.

Stavo pensando: se io domani vado in una valle sperduta della bergamasca, dove pascolano soltanto le capre e qualche manzo bolso, mi metto in piedi su una cassetta della frutta e mi metto a sproloquiare sulle tasse, la repubblica, Garibaldi, Cavour, i druidi celti, Vercingetorige, Brenno e Asterix, troverò qualcuno che mi darà retta, a parte quattro valligiani, che non chiamano il 118 solo perché fino a lì non ci arriva e poi non faccio un gran danno alle montagne? Ovviamente no. Allora, come mai la stessa situazione ha trovato eco in tutti i telegiornali di oggi? Solo perché c’era una telecamera? E di chi era? Chi l’ha mandata? E perché tutti hanno ripreso lo sproloquio alcolico senza sottotitoli? A chi serve? Ma, soprattutto, a noi cosa importa?

Ogni volta che un minorenne si rende responsabile di un crimine, come quello recentissimo di Liverpool, c’è sempre qualcuno che chiede di abbassare la soglia di punibilità, in modo da mettere in galera anche i dodicenni. Possibile che non ci sia un adulto che ogni tanto si chieda: ma dove abbiamo sbagliato?

Ho trovato su una bancarella una scoloritissima copia del Processo di Franz Kafka. Sarà stata la povera condizione del libro, sarà stata la fama del romanzo, ho deciso di adottarlo. Dopo averlo tenuto assieme agli altri volumi, in modo che si ambientasse nel nuovo alloggio, accanto ad una biografia di Patti Smith e a “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino, l’ho preso e ho iniziato a leggerlo. Contemporaneamente sto leggendo le Cosmicomiche, sempre di Calvino, che pensavo di usare come antidoto alla eventuale “pesantezza” di Kafka. E invece…la lettura delle disavventure di Josef K mi hanno “preso”. Direi, anzi, che mi incuriosisce quasi come un giallo di cui conosco già il finale, purtroppo, ma cerco di dimenticarmene. Dirò di più: K mi è cordialmente antipatico e più gliene combinano, meglio sto. Non è strano?

A proposito di gialli: ho letto alcune cose di Simenon (non il pur magnifico Maigret) che mi hanno molto colpito, soprattutto Il Piccolo Libraio di Archangelsk e La Casa Sul Canale, tragedie di provincia raccontate con delicatezza, grande maestria e cura del dettaglio. Piccoli gioielli.