Tag Archive: silenzio


11222060_941759269229691_5288316262034182794_n

Incontrollabile. Mi angoscia.
Mi ha detto manipolatore. Chi non lo è?
La realtà non è mai giusta.
Migliorare? Si può. Si deve. Si crede. No.
Manipolare per stare meglio.
Percepire. Illudere. Illudersi. Controindicazioni. Fare male.
Ancora angoscia. Angoscia incontrollabile.
Ancora insicuro.
Incontrare il destino. Renderlo amico. Scriverlo.
Ineluttabile. Ecco.
Mi rassicura, deresponsabilizza, mi lascio andare.
Senza pensieri. Ci pensa lui. Scrive lui. Poi mi racconta.
Finalmente dormo. Tutta la notte.
Di più. Anche il giorno dopo.
Silenzio. Finestre chiuse. Il brusìo del traffico.
Non mi riguarda. Più. Lontano.
La temperatura della stanza è perfetta.
Sento l’aria sulla pelle. Si muove appena.
Non sento più niente. Sento.
Sento dentro una lama. Luce. Suono.
Mi spacca in due come un ceppo.
Giaccio. Ghiaccio.
Freddo mi ha detto. Per sopravvivere.
Devo incassare ogni colpo?
Le coltellate fanno male.
All’inizio. La prima. La seconda. Poi basta.
È più lo spavento. Il sangue.
Vedersi dentro. Rosso. Nero. Cos’altro?
Non c’è luce. Non c’è anima. Solo carne.
Non c’è pensiero. Solo umori.
Inganno. Ventimila anni di inganno.
Il cielo. Le stelle.
Noi non siamo. La luna è.
Di sasso. Non sente. Non pensa. Non cambia.
È. Vera. Guardala.
Non capisci. Non puoi.
Pensiero. Inganno.

Annunci

Torna Cappa, il protagonista di Silenziosa(mente), per far danni anche a RadioTre

Il Cantiere

La coclea è una specie di chip, un microprocessore fatto di tessuto organico, non so bene di cosa, ma è vivo e trasforma le vibrazioni sonore esterne percepite dal timpano in impulsi riconoscibili dal cervello, che li classifica in suoni, rumori, armonie, cacofonie, tribune politiche, promesse elettorali e d’amore eterno, piacevolezze e strazi. Purtroppo c’è chi nasce con la coclea guasta o, alla scadenza della garanzia, il processore improvvisamente smette di funzionare e rende sordo il proprietario. Interviene, così, la chirurgia, assieme alla tecnologia, con gli impianti cocleari, che restituiscono l’udito. Talvolta, però, si verifica una incompatibilità tra il nuovo chip artificiale e l’elaboratore principale, il nostro encefalo, che riconosce come estranei, addirittura inutili, questi nuovi impulsi e li cancella, non li “lavora”, li butta nel cestino, lasciando nel silenzio il paziente. Ed è qui che si produce il fatto, l’evento, la notizia straordinaria. Si è scoperto, infatti, che una terapia d’urto fatta di ore ed ore di ascolto musicale di notte, attraverso l’ipod, riattiva lo spirito di accoglienza del cervello nei confronti delle vibrazioni sonore. Di più: pare che Mozart sia particolarmente stimolante e, specificamente, il trio per piano, violino e violoncello K 442. Otto ore di seguito, ogni notte per un anno e il cervello si risveglia, l’udito riprende a funzionare, il paziente ricomincia a vivere nel mondo dei suoni. La ricerca è stata fatta all’Ospedale di Circolo di Varese e sarà presentata domani durante un convegno, ma, al di là dell’aspetto strettamente scientifico, la notizia è stupenda perché dimostra una cosa che ho sempre pensato: la bellezza salverà il mondo. E’ semplicemente straordinario – lo so non è una novità, ma vale la pena ribadirlo – che una cosa “scontata” come la musica sia in grado di guarire. Mozart ridà l’udito ai sordi: dirlo sembra di citare un passo di una qualsiasi sacra scrittura, un miracolo di qualche sant’uomo, mentre, invece, Wolfgang sembra avesse l’abitudine di non farsi mancare nulla. Tuttavia ci ha lasciato un’eredità artistica straordinaria. Ma, ancora di più, è l’arte, in tutte le sue forme, che guarisce, che è ancora in grado, nonostante tutto, di ridare luce alla vita. Lo dice la scienza.

All’Istituto dei tumori di Milano hanno fatto un interessantissimo esperimento dal quale risulta che una sigaretta inquina tre volte più di una moto Harley Davidson in termini di polveri PM1. Peccato che chi fuma lo fa solitamente in silenzio, mentre quando sento arrivare da lontano una di quelle moto, quando giunge sotto le mie finestre, soprattutto di notte, avrei voglia di prendere un fucile calibro 12 e sparargli nei cilindri, tanto è il fragore insopportabile che provocano. Non esiste solo l’inquinamento atmosferico, quello acustico è altrettanto dannoso e subdolo, anche se si fa pochissimo per combatterlo. Bene, bravi 7+.

Ma come stiamo bene tutti insieme, tutti connessi, tutti collegati con pc, cellulari, iphone, gphone, sms, mms, palmari, blackberry, blueberry, cranberry, parliamo, digitiamo, chattiamo, siamo spiritosi, spediamo battute, sorrisini, faccine, linguette, foto, gif, icone, filmati, comunichiamo, comunichiamo, comunichiamo, comunichiamo….ma per dirci cosa? Se davvero comunicassimo, sarebbe il dialogo il mezzo prevalente per dirimere le questioni, grandi e piccole e, probabilmente, è davvero ancora così, ma c’è una porzione troppo consistente di individui che scelgono altri sistemi. Comunichiamo con l’Australia, il Nepal, il Canada e la Patagonia, ma stiamo bene attenti a mantenere le distanze, perché è bello salutarsi da lontano, ma quando si comincia ad avvertire la “puzza” di umano, scattano i meccanismi di difesa. E poi, tutto questo rumore di fondo di chiacchiere non comincia ad essere un po’ troppo alto? Se si cominciasse a stare tutti quanti un po’ zitti? A non esprimere per forza un’opinione anche quando non la si ha? Magari si comincerebbe a capire veramente qualcosa e a comunicare sul serio. E a vivere meglio.