Come dice qualcuno saggiamente, in Italia ci sono più scrittori che lettori e se gli scrittori leggessero di più, probabilmente scriverebbero meno e meglio. Questo, naturalmente vale sempre per gli altri, mentre l’orgoglio scrittorio ci spinge a spandere continuamente inchiostro, nella convinzione che il nostro sarà il romanzo del secolo e che ci renderà ricchi e famosi. Gli scrittori, come i musicisti, dicono di comporre e scrivere per sé stessi, ma in realtà adorano farsi ascoltare e leggere, anche se il processo creativo comporta già un piacere interiore, che diventa cento volte più intenso quando si proietta all’esterno.
Il sottoscritto non è migliore degli altri e preso da smania grafomane e animato da un ego grosso come un maiale, è riuscito a mettere insieme qualche centinaio di pagine che ora cercano un editore sufficientemente insano da metterle su carta, con copertina, grafica, firma e prezzo in quarta. Non ho nulla contro gli editori, ognuno fa l suo mestiere e conosce le difficoltà di farlo, ma è buffo vedere quanto alcuni tentino di scoraggiare l’esordiente, l’inesperto, il velleitario, con formule addirittura minacciose:

non mandateci manoscritti, se non richiesti espressamente ( ma come fai a chiedermelo se neanche mi conosci dato che sono esordiente?);

non osate mandarci manoscritti, perché abbiamo il piano editoriale completo fino al 2012 (ma come mai conosco qualche collega che l’anno scorso ha pubblicato come esordiente solo perché fa un altro mestiere nella vita e occasionalmente scrive?);

se proprio volete/dovete mandarci un manoscritto, spediteci l’indice e il primo capitolo (l’indice? cioè capitolo 1, capitolo 2, capitolo 3 e così via? il primo capitolo serve giusto a capire che lo scrittore ha una certa dimestichezza con ortografia e sintassi);

i manoscritti vanno spediti per posta ordinaria, verranno rifiutati quelli spediti per raccomandata, posta celere, espresso, corriere (in altre parole, voi spediteli, se poi la posta li perde tanto meglio, meno ne arrivano, meglio è);

i manoscritti vanno spediti solo su carta, guai a voi se utilizzate cd, floppy, zip, chiavette, email (ma non siamo nell’era dell’informatica? E la foresta amazzonica che viene abbattuta per nutrire le velleità dei grafomani non vi tocca il cuore?);

i manoscritti vanno spediti solo per email, ma senza allegati, non mandateci carta che ne abbiamo gli scaffali pieni (come senza allegati? vi mando una email chilometrica con tutto il romanzo? contenti voi. Ma poi lo leggete a schermo? speriamo);

non spediteci manoscritti o veniamo a cercarvi (toc toc, chi è, riina editore con un contratto a seguito della spedizione del suo manoscritto, ah bene una proposta editoriale?, no, un contratto su di lei, sono un killer professionista e sono venuto a farla fuori)
se volete informazioni sull’invio di manoscritti potete telefonare al numero dalle ore alle ore
(pronto vorrei mandare un manoscritto…
devo dirle che abbiamo una certa difficoltà a leggere tutto quello che ci mandano, cos’è?…
un romanzo…
ecco, appunto, abbiamo difficoltà proprio sui romanzi…
immagino, avessi scritto le istruzioni sull’uso della penna a sfera, probabilmente le leggereste senza troppa fatica, invece un romanzo richiede un certo impegno…
poi noi privilegiamo in questo periodo gialli e fantascienza, il suo è uno di questi due?…
mah, più o meno, c’è un po’ di giallo, in effetti, c’è anche un morto…
ah be’, allora, ma perché non si rivolge ad una agenzia letteraria?…
non ho dimestichezza, cosa sono?…
sono agenzie che si incaricano a pagamento di leggere i manoscritti e fornire un primo giudizio e, se validi, offrono un percorso privilegiato verso un editore e la pubblicazione…
ah sì, le più accreditate chiedono 150 euro per la lettura del manoscritto, ma per farmi dire che fa schifo, lo può fare gratis direttamente l’editore. E poi mi resta sempre il dubbio: e se l’agente letterario è un cretino e non ha capito che sono un genio? ho buttato i 150 euro. Allora mi rivolgo ad un altro, che per gli stessi soldi o anche di più cosa mi dirà? Mi procurerà un contratto? Non mi convince. Ma alla fine i manoscritti li leggete o no?…
certo, e rispondiamo sempre…
meno male, non lo fanno tutti…
tenga conto, però, che se non si riceve risposta equivale ad un rifiuto…
Allora non è vero che rispondete sempre.
No, parlavo per gli altri…
vabbe’, ve lo mando…Comunque, fino ad ora sono riuscito a rifilare sei manoscritti e altri quattro o cinque partiranno nei prossimi giorni. Per la legge dei grandi numeri (si fa per dire) almeno uno dovrà rispondermi. Speriamo non le Riina edizioni.
Quello che avete letto è quasi tutto vero: ho esagerato un poco, ma non troppo. D’altra parte per farsi leggere bisogna forzare un po’ i toni e se siete arrivati fino a qui lo scopo è raggiunto. Per le ragioni di cui sopra.

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