Tag Archive: tribunale


Se è vero che la vicenda della mamma, a cui sono stati sottratti i figli a Milano per riportarli in Germania, ha emozionato le coscienze e mobilitato le persone che hanno manifestato ieri a suo favore, è altrettanto vero che la donna ha agito consapevolmente contro la legge tedesca che le vietava di espatriare con i bambini a lei affidati dal tribunale, dopo la separazione dal marito. La mamma ha consapevolmente trasgredito un’ordine del tribunale mettendo di mezzo due bambini di sei e dieci anni, probabilmente senza chiedere il loro parere o, comunque, convincendoli che quella era la cosa giusta da fare. Ora i bambini sono in un istituto in Germania, lontani da entrambi i genitori. Si potrà anche obiettare sulle modalità della presa in consegna dei bimbi da parte delle autorità tedesche, con i carabinieri che li prelevano da scuola prima che arrivi la mamma, ma, altrettanto, se la loro madre fosse restata in Germania i bimbi sarebbero con lei. C’è un’idea diffusa che i bambini siano di proprietà dei genitori, che ne possano fare ciò che vogliono (“sono i miei figli!”), portarli qua e là come oggetti, pacchi postali, bagagli a mano da mettere sopra o sotto un sedile. I bambini sono cittadini, con i loro doveri e diritti, sotto la tutela dei genitori certamente, ma anche delle leggi dello Stato in cui vivono. Leggi che possono anche essere contestate e modificate, ma non forzate usando i bambini come grimaldello. Se il padre è stato considerato inaffidabile e quindi non adatto ad educare i bambini, la madre non si è dimostrata molto responsabile.

Annunci

Il tribunale civile di Milano ha condannato Andrea Casamassima a risarcire Silvio Berlusconi con 500€ e a pagare le spese processuali pari a 7551€. Perché? Perché Casamassima aveva preso sul serio il Contratto con gli italiani, firmato a Porta a Porta davanti a Bruno Vespa e a milioni di italiani il giorno 8 maggio 2001 prima delle elezioni politiche di quell’anno. Nel contratto, Berlusconi si impegnava a non ricandidarsi se qualcuno degli impegni presi con gli italiani non fosse stato onorato. Va da sé che molti impegni non siano stati onorati, per ammissione dello stesso premier, ma lui si sia ricandidato altre due volte, nel 2006 perdendo e nel 2008 vincendo le elezioni. Casamassima chiedeva quindi un risarcimento simbolico di 5000€, quale penale, come si fa per qualsisasi contratto non onorato. Il poveretto non sapeva che il Tribunale Civile non riconosceva la validità del contratto che, a questo punto, risulta essere solo una pagliacciata, una messa in scena ridicola, una tragicommedia interpretata da Berlusconi e sceneggiata da Vespa. Una fiction, come buona parte della politica che si fa in Italia, recitata pure male. Che non fosse una cosa seria, una buona parte degli italiani l’avevano già intuito, ma ora lo sancisce anche il Tribunale.

Ma se i due marocchini invasati che parlavano di progettare attentati con i petardi comprati dai cinesi, caricare un camion di tritolo e far saltare una caserma dell’esercito, distruggere un parcheggio di un supermercato esselunga (???), fossero stati arrestati nel momento in cui si procuravano l’esplosivo, non sarebbe stato meglio? Si sarebbe tolto di mezzo anche un pericoloso mercante d’armi illegali. Perché li hanno arrestati solo sulla base delle chiacchiere da bar che intercorrevano tra i due? Un’accusa del genere quanto reggerà in tribunale? Persino l’avvocato Taormina vincerebbe una causa di questo tipo. Possibile che nessuno se lo chieda? Persino il nostro presidente del consiglio afferma che al telefono si entra in una dimensione onirica e si dicono cose che non si pensano in realtà. Certo, i due fanatici queste cose non le dicevano solo al telefono, ma quando il ministro Maroni auspica il 41bis per i due arrestati non sa quello che dice, anzi, lo sa benissimo: gli serve a gettare fumo negli occhi alla gente paventando catastrofi imminenti, quando la catastrofe è già in corso da circa sei mesi, messa in atto da una banda di illusionisti, nemmeno troppo bravi, che ci vogliono far credere che fanno il nostro bene.