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MahIl problema non è che le feste portino sfiga, ma sicuramente la sfiga si appiccica alle feste. Se vi capita un qualsiasi accidente il 16 febbraio o il 22 settembre, a meno che non sia il vostro compleanno, rimarrà relegato nel novero delle centinaia di guai che nella vita media di ognuno accadono normalmente. Ma se solo vi rompete una costola il 25 dicembre o un virus viene a sfidare il vostro sistema immunitario a Pasqua, vi rimarrà scolpito nella vita per sempre. Lo racconterete a più riprese ad amici, parenti e discendenti (“sapete, mi ricordo che era il Natale del ’92 quando scivolai sul tappetino davanti al lavello in cucina e ci mancò poco che restassi paralizzato…) con narrazioni lunghissime e dettagliate – prologhi, antefatti, epiloghi, esegesi – e, a un certo punto, con l’età che avanza, piene di lacune ricolme di ricordi immaginati, con gli astanti che si scambieranno occhiate di comprensione e compatimento, perché sarà la decima volta che sentono quella storia sempre più romanzata. Insomma, le feste sono insidiose, scivolose, appiccicose e contagiose, perché contaminano anche i giorni attigui. Mio padre, ad esempio, è morto il giorno successivo al mio compleanno, che, tra l’altro, è già festa di suo, perciò potete immaginare ogni volta quale sia il retropensiero che mi insegue, oltre a quello di un altro anno trascorso sul quale riflettere e trarne un rischiosissimo bilancio. Anche il giorno del mio onomastico è legato al lutto della mia gattina di tre anni che feci sopprimere per non vederla morire di fame e sete, dato che aveva smesso di nutrirsi spontaneamente. Rovinata anche quella festa (festa per modo di dire, perché non se la ricorda quasi nessuno, ma io sì). Per non parlare delle liti che inevitabilmente scoppiano a tavola e dintorni tra parenti e affini i quali, complici due bicchieri di troppo, rivalità mai sopite e coniugi dotati di memoria elefantiaca, trovano modo di rinfacciarsi dissapori risalenti alle guerre puniche e di infimo conto, ma ingigantiti dal tempo e dalla lente deformante dell’evento festivo ad alta gradazione spirituale (nel senso di alcolica). Per prevenire conflitti le forze diplomatiche familiari inventano tattiche logistiche degne di Yalta, ma altrettanto deleterie, tanto da ripromettersi che quella è l’ultima volta, che l’anno prossimo ognuno se ne starà a casa sua e chi vorrà sfogarsi potrà prendersela con i congiunti più prossimi o lanciando bottiglie di birra contro le finestre dei dirimpettai. Ma ogni anno la storia si ripete. Per quanto mi riguarda spero solo di uscirne vivo, ma sento una strana vibrazione, segno che qualcosa si sta preparando.

P.S. L’immagine che accompagna il post non c’entra nulla, ma l’ho trovata molto tempo fa da qualche parte, non sapevo mai dove metterla e qui mi sembrava il posto adatto. È sufficientemente sgradevole e idiota per descrivere la sensazione che mi accompagna.

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large_lynryd_skynyrd1.jpgNascono in Florida, cantano le bellezze dell’Alabama, sfigati come pochi nella storia del rock a causa degli incidenti che li hanno decimati, repubblicani di ferro, suonano stasera a Milano e tra i loro fan non hanno Neil Young. Se ne sono fatti una ragione.

Big wheels keep on turnin’
Carry me home to see my kin
Singing songs about the southland
I miss ol’ ‘bamy once again
(And I think it’s a sin.)

Well I read Mr. Young sings about her
Well, I heard ol’ Neil put her down
Well, I hope Neil Young will remember
A southern man don’t need him around
Anyhow
Sweet home Alabama
Where the skies are so blue
Sweet home Alabama
Lord, I’m coming home to you.

Ho visto,
un ministro che non nomino annunciare pubblicamente un nuovo programma nucleare in Italia per la produzione energetica e, due giorni dopo, verificarsi un incidente nucleare in Slovenia;

ho visto,
un primo ministro che non nomino annunciare da Tokio un progetto mondiale per la costruzione di mille centrali nucleari nei prossimi anni e, due giorni dopo, verificarsi un incidente nucleare in Francia;

vorrei vedere,
ministri che non nomino aprire la bocca con più cautela prima di sparare cazzate, perché saranno anche cazzate, ma la mira è ottima. E la sfiga che portano notevole.