Tag Archive: pubblicità


È la seconda volta che il CAF CGIL mi frega: la prima, l’anno scorso, si era meritata un circostanziato e ironico post, ma stavolta sono veramente incazzato. Non solo il sistema per fissare un appuntamento è complicato e scomodo per l’utente (bisogna passare da un centralino con numero verde che prende gli appuntamenti dove vuole lui, ma poi graziosamente ti spedisce via posta elettronica l’elenco dei documenti occorrenti e ti ricorda con sms l’imminenza dell’appuntamento), ma dopo avere perso mezzo pomeriggio per recarmi a Sesto San Giovanni (da Milano e sotto la pioggia), mi dicono che la consulenza era solo per i modelli 730 precompilati (cado dalle nuvole!), mentre quelli “in assistenza” (ricado dalle nuvole) li fanno domani mattina, come se io fossi un nullafacente che ha a disposizione ogni ora del giorno e della notte per compilare la dichiarazione dei redditi. Sarà che quella era la sede dello SPI, il sindacato dei pensionati della CGIL e sono abituati ad avere a che fare con anziani che, per loro fortuna, probabilmente hanno smesso di lavorare e hanno più tempo a disposizione, ma li ho mandati cordialmente sulla forca. Sono andato dalla concorrenza, dove già mi era recato l’anno scorso: il CAF della UIL sotto casa, che, senza appuntamento, domani mi compila il 730. Se il sindacato di Epifani spendesse meno soldi per fare pubblicità su radio, televisioni, giornali, affissioni e migliorasse il servizio incrementando il personale, sarebbe meglio per tutti.

Non so se avete notato, ma c’è in circolazione una pubblicità televisiva che utilizza un travestito come testimonial. Credo che sia la prima volta. Una scelta di marketing piuttosto coraggiosa, visti i tempi. È vero che in tv il travestitismo è di casa da tempo, ma spesso come fenomeno su cui ridere e fare battute. Utilizzarlo come veicolo pubblicitario è tutta un’altra cosa. Il prodotto è tipicamente femminile, un target con meno pregiudizi in quel senso, ma mi pare che quasi nessuno se ne sia accorto. Sapete cos’è? Non si vince un premio, ma se ne può parlare.