Ma perché ci facciamo sempre riconoscere? Possibile che non ci si possa mai impegnare nel lavoro o in una missione disinteressatamente? E’ così difficile non portarsi a traino amici, amici degli amici, mogli, figli, parenti, perché quando c’è da mangiare per uno c’è da mangiare per tutti, tanto la greppia pubblica è grande, capiente e piena, ma solo per gli eletti? Ieri, Primo Maggio, concertone di piazza San Giovanni, Sergio Castellitto che presenta i vari artisti inserendo discorsi, interviste, citazioni musicali e letterarie. Ora, con i milioni di autori che la letteratura mondiale d’ogni tempo può vantare, possibile che gli venga in mente di citare per ben due volte un’autrice, Margaret Mazzantini, che casualmente è sua moglie e sarà stata ben felice di ricevere ricchi diritti d’autore televisivi? Ma il senso del pudore dove è andato a finire? E il senso del conflitto d’interessi? E il senso della correttezza? E il senso della sazietà? E il senso del rispetto nel momento in cui si chiede di donare soldi per i figli delle vittime sul lavoro? Come dice Vasco Rossi (che ha devoluto centomila euro alla stessa causa): voglio trovare un senso a tante cose anche se tante cose un senso non ce l’ha.

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