blinky.gifQuando sento i nostri amministratori locali che vogliono ripristinare le vie d’acqua e far tornare Milano quella che era un tempo, con i navigli e i fiumi che sono stati in gran parte coperti, penso che non sappiano cosa dicono e non capiscano come hanno ridotto questa città. Basta girare quando piove: c’è un lungo fiume che gira attorno alla città e si chiama Circonvallazione Esterna, costantemente allagata e tanti piccoli fiumiciattoli che corrono verso il centro e sono centinaia. Lo sanno soprattutto i pedoni, costantemente inondati dalle auto di passaggio e con i piedi a mollo ogni volta che scendono dal marciapiede. Altro che città d’acqua, siamo un città nell’acqua. Anzi, se va avanti così l’Acquario Civico, che ha appena festeggiato il centesimo compleanno (auguri), potrà cominciare a fare studi sulla fauna ittica di viale Umbria (più a sud e tropicale) e metterla a confronto con quella di viale Jenner (pù nordica), analizzare le alghe di via Palestro e la barriera corallina che si estende lungo la Barona, le migrazioni in banchi dei tonni da via Sammartini a via Spadari e organizzare cacce al pescespada al Parco Solari. Mi direte: la pioggia che scende è acqua dolce, mentre le specie che hai citato sono d’acqua salata. È vero, ma avete mai assaggiato la pioggia filtrata dalla cappa di smog milanese? Volete che non nasca qualcosa di mutante in quel liquame?