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T’amo o mio vaso; la vite e l’oleandro

Di colore e di tratto il decoro mostri,

O che bello fossi in palissandro

Di legno ali e becchi come rostri;


Oche in acqua starnazzano contente

Mentre il rolex dell’uom segna i secondi,

Ei ti plasma e ti forma e tu co ‘l lento

Giro di paziente tornio rispondi.


Da la morbida argilla umida e rossa

Sorge il tuo spirito e prende forma,

Fino a sembrare coppa colma e grossa

E nel giallo occhio del bestio latente

Ivi si rispecchia come nel mirino

Del disastro ineffabile imminente.

gcanc (da Carducci Giosuè fu Michele)