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Questa mattina pensavo a come potrei spiegare ad un marziano che piovesse sulla terra, la differenza sessuale tra gli umani. Partendo dagli strumenti per la riproduzione, incontrerei le prime difficoltà nel momento in cui gli dovessi illustrare come mai la Natura ci abbia dotato di organi adeguati (più o meno), ma anche di un apparato di sensazioni, emozioni e istinti volti a stimolare il desiderio di riproduzione (altrimenti il genere umano sarebbe estinto da tempo), ma anche origine di un serie di complicanze di tipo esistenziale, psicologico, sociale e politico. Ieri il commissario alla concorrenza europeo Kroess, un donna, ha detto che se invece di Lehman Brothers fosse stata Lehman Sisters, la conduzione della banca d’affari probabilmente non sarebbe stata fallimentare. Forse è lo stesso pensiero passato nella mente degli industriali che l’anno scorso hanno nominato alla loro guida una donna, considerata indubbiamente femmina, ma con attributi sessuo-socio-imprenditoriali virili, quindi adatta a condurre una organizzazione a prevalenza maschile, anche se l’apprezzamento di una donna dotata di testicoli la dice lunga sulle fantasie sessuali degli industriali italiani e delle loro eventuali frequentazioni notturne. Tuttavia, una parte del mondo politico ritiene giusto contrastare l’eventuale insorgenza di organi estranei al femminile nelle parti sottoaddominali e vede con orrore e disgusto qualsiasi avanzata sul terreno maschile delle donne. I sistemi sono diversi: all’ONU, ad esempio, la serie di scandali sessuali – molestie, abusi, allusioni fastidiose – sono stati messi a tacere col beneplacito del segretario generale Ban Ki Moon, come denunciato da un’inchiesta del Wall Street Journal, addirittura con conseguente perdita del posto di lavoro per le vittime e impunità per i colpevoli. In altri ambiti politici, a livello nazionale, invece, si può scambiare un complimento politico (“lei ha un consenso inimmaginabile”) e una sollecitazione (“in forza di quello faccia le riforme necessarie”), come una fastidiosa invasione di campo e quindi necessitante di una risposta netta, dura, ma anche subdola e dolorosa. E visto che il complimento-sollecitazione era giunto da una donna, ecco l’elaborazione malata del messaggio sortire il “complimento” sessista, la definizione chiaramente denigratoria – “velina” – travestita da galanteria – “elegante, vaporosa, leggera” – che ottiene due effetti: il consenso maschile, segnalato dai calorosi applausi della platea e la “sistemazione” al suo posto della signora che si era permessa di alzare troppo la testa, sollecitando il maschio Alfa a darsi una mossa. E’ del tutto evidente che se il presidente degli industriali fosse stato di sesso maschile, con o senza gonadi, il riferimento velinesco non avrebbe avuto ragione di esistere. Temo che il marziano di cui sopra se ne partirebbe sconsolato e con le idee ancora più confuse.

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Non so se ci stanno prendendo per stanchezza e sono vicini all’obiettivo, ma comincio ad averne abbastanza di scrivere e leggere post e commenti su Berlusconi. “L’ira di Berlusconi” titolano i giornali oggi. Mi sarei meravigliato del contrario. Il bello è che Berlusconi non è stato nemmeno processato in questo procedimento, perché la sua posizione è congelata dal lodo Alfano e si avvìa alla prescrizione, eppure il premier se la prende, perché un avvocato inglese un po’ sbadato è stato condannato per corruzione a quattro anni e mezzo di carcere. Neanche avessero condannato lui. Sì, d’accordo, i giudici dicono che il corruttore è Berlusconi, ma, finché non c’è una condanna, non mi sembra il caso di scaldarsi tanto. Chi si dovrebbe scaldare è l’elettorato, che invece, resta tiepido, come su altri problemi altrettanto gravi come i respingimenti, il diritto internazionale, la povertà e la fame del mondo circostante. L’alto commissariato dell’Onu sui rifugiati non vale un fico secco, dice un nostro ministro e c’è chi applaude o fa spallucce, come se avesse parlato di calcio e non di milioni di persone che rischiano la vita. Anzi, se avesse parlato di calcio ci sarebbe stata una sollevazione del popolo dei tifosi. Siamo anestetizzati, cloroformizzati, non percepiamo sensazioni se non il caldo e il freddo e, infatti, certi telegiornali sono infarciti di notizie su afa e gelo. Stiamo sulla soglia dell’estate e si vedono già spiagge assolate e città roventi, temperature reali e percepite, condizionatori d’aria e ventilatori in azione. Il premier paga le false testimonianze? Massì, le vacanze sono vicine, l’importante è avere da pagare il conto dell’albergo, perché quello non lo paga il governo, a meno di non vivere in Abruzzo o essere parente di parlamentare o consigliere regionale. E fino all’autunno non sentiremo più parlare di Silvio. Silvio chi? Per la prossima stagione propongo, in nome di quell’alito di medioevo che spira da qualche tempo, tra guerre di civiltà e religiose di facciata e ricchi accordi commerciali dietro le quinte, il ricorso al giudizio di Dio. Si usava, una volta, l’ordalia: se un politico si sente accusato ingiustamente si sottoponga ad una prova. Se ne esce vivo vuol dire che è protetto dalla luce divina, è illuminato e può governare a vita. Chi si fa avanti per primo?

Articolo 25

1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

 

963 milioni di persone soffrono la fame nel 2008 e noi mangiamo maiale alla diossina.

C’è qualcosa che non torna  in tutto questo .