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E se ce ne andassimo tutti? Dico davvero! Me l’ha fatto venire in mente Pfd’ac con un suo commento. Un sogno. Ci delocalizziamo dove la vita costa meno, dove ci siano dei governanti meno paranoici e impegolati in questioni giudiziarie. Ce la filiamo in qualche paese appena entrato nella UE, con poche leggi, ma molta libertà d’iniziativa, magari troppa, ma senza ipocrisie. E piantiamo in asso questa banda di manigoldi che cercano di far passare per il bene dei cittadini provvedimenti fatti su misura per se stessi. Andiamo a prendere i posti lasciati liberi dagli immigrati nei loro paesi e lasciamo loro i nostri, così i governanti imparano cosa vuol dire maltrattare i cittadini italiani e avere a che fare con i nuovi abitanti che non hanno goduto degli agi e delle mollezze del benessere e magari sono un po’ più avvezzi all’incazzatura attiva: gli immigrati saggeranno un po’ di “democrazia televisiva”, che è sempre un fatto culturale e noi ci piglieremo finalmente una bella vacanza.
Lo so, più che un sogno è uno sfogo, ma non se ne può più di questa gang di incantatori illusionisti che una ne fa e cento ne inventa ogni giorno, fino a negare l’evidenza, come i tagli alla sanità, alla sicurezza, l’innalzamento delle tasse e delle tariffe, persino gli incidenti nucleari in Slovenia e Francia, causati probabilmente da quegli iettatori dei giornalisti sempre pronti a menar gramo, mentre sono stati proprio un paio di ministri a parlare per primi di nucleare e a emettere vibrazioni negative. Non si può più reggere un esercito di individui diffusi in tutto il paese, comandati da un capo di stato straniero con un curioso accento, che, solo per il fatto di indossare abiti lunghi sotto i quali avvengono spesso strane manovre, adottare buffi copricapo e adornarsi di anelli, collane e croci, pretende di dirci come dobbiamo nascere, vivere e morire. Basta con la delocalizzazione delle imprese, delocalizziamo noi stessi. Andiamocene!

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Ho visto,
un ministro che non nomino annunciare pubblicamente un nuovo programma nucleare in Italia per la produzione energetica e, due giorni dopo, verificarsi un incidente nucleare in Slovenia;

ho visto,
un primo ministro che non nomino annunciare da Tokio un progetto mondiale per la costruzione di mille centrali nucleari nei prossimi anni e, due giorni dopo, verificarsi un incidente nucleare in Francia;

vorrei vedere,
ministri che non nomino aprire la bocca con più cautela prima di sparare cazzate, perché saranno anche cazzate, ma la mira è ottima. E la sfiga che portano notevole.