Ogni giorno in Italia 3-4 persone escono di casa per andare a lavorare e non vi fanno ritorno se non in una bara. E questo si sa.
Si sa un po’ meno che ogni giorno in Italia 14 persone escono di casa e non vi tornano più, perché restano spalmati sull’asfalto o accatorciati nelle lamiere del proprio veicolo, indipendentemente dallo stato di alterazione dovuto ad alcool o altri stupefacenti, anzi, la maggior parte di questi era sobria e perfettamente cosciente di quanto stava facendo, perché solo il 3,1% degli incidenti ha a che fare con droghe e alcool (dati ACI/Istat). Alcuni di essi sono vittime innocenti dell’imprudenza e incoscienza di altri che, solo per il fatto di essere circondati da lastre di metallo, airbag e altri sistemi di sicurezza, avere le mani su un volante e i piedi appoggiati su tre pedali, credono di poter fare coriandoli del codice della strada. Probabilmente è proprio l’illusione di essere invincibili e indistruttibili che cancella la loro coscienza e li fa agire sconsideratamente.
Ieri sera ho quasi fatto parte della quattordicina quotidiana. Caso classico: passaggio pedonale su viale a doppia carreggiata, con spartitraffico in mezzo e rettilineo di qualche centinaio di metri fra un semaforo e l’altro, che favorisce l’alta velocità nonostante il limite di 50; pedoni in attesa di impietosire qualche automobilista sul ciglio della strada appena giù dal marciapiede, timidi tentativi di guadagnare centimetri di asfalto mezzo passo alla volta. Finalmente un accenno di rallentamento. Prima una macchina, poi un’altra, un’altra ancora, un motorino, uno scooter, via che si passa…no! dietro al motorino una potente Alfa frena, scarta sulla sinistra, probabilmente l’autista pensa che attorno a lui siano tutti rincitrulliti a rallentare e frenare. Lui no, lui non è stupido, sa che deve e può passare e ci prova, finché non vede due gambette (le mie) che spuntano da un giaccone impermeabile (il mio), con sopra una volto (il mio) tra lo spaventato e l’incazzato che si avvicina al suo finestrino e gli urla in faccia: PIRLA!
Aveva gli auricolari nelle orecchie il minus habens, ma se non mi ha sentito sarà stato in grado di leggere il labiale: P-I-R-L-A!