Tag Archive: immigrazione


E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia. (John Steinbeck, Furore, 1939)

Siamo il popolo, la gente che sopravvive a tutto, nessuno può distruggerci, noi andiamo sempre avanti. (Ma’ Joad, Furore, John Ford, 1940)

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mondo3Stamattina, per la seconda volta in poche settimane, ho avuto la precisa sensazione di essere cittadino del Mondo. Ero all’Ufficio Immigrazione della questura di Milano. A parte gli impiegati, probabilmente ero l‘unico italiano. Ero osservato come un corpo estraneo e curioso. Una strana impressione interrottasi nel momento in cui ho conferito con una poliziotta, che mi ha dato le informazioni che mi servivano. E poi via, di nuovo in metrò verso la Stazione Centrale. Uguale.

giuliano_pisapia_home1Ero deciso a non votare alle primarie di Milano per la scelta del candidato-sindaco, anche perché mi sembravano truccate: il PD aveva già scelto il suo candidato Boeri e sembrava non ci fosse partita. Invece ha vinto Pisapia, il candidato che avrei scelto io. Ultimamente i candidati che ho votato hanno sempre perso o fatto una fine miseranda. Questa volta che non l’ho votato, il mio candidato ha vinto. Mi faccio delle domande. Tra l’altro, se il PD con la sua forza organizzativa non è riuscito a far vincere il suo candidato, come farà a vincere contro la Moratti? Si impegnerà davvero a favore di Pisapia? O vorrà perdere a tavolino come ha fatto le ultime volte sbagliando candidato? E se io vorrò far vincere Pisapia alle comunali di primavera dovrò votarlo o stare a casa?

donpastasbi2Il suo nome è Daniele De Michele, ma si fa chiamare Don Pasta. Il nome gliel’hanno dato in un ristorante senegalese di Parigi dove lavorava. Era l’unico bianco, era l’unico italiano, era l’unico in grado di fare una pasta decente, visto che lì cucinavano solo riso ed erano convinti che fosse un’invenzione africana. Si definisce gastrofilosofo, viene dal Salento e racconta la sua storia mentre cucina, accompagnato da due musicisti, Raffaele Casarano al sax, Marco Bardoscia al contrabbasso. Nel suo Food Sound System una vera cucina occupa il palcoscenico, assieme ad un tavolino, dove ogni tanto si siede per piluccare qualche cibo, bere un sorso di vino o tenere un comizio di rivendicazioni nutrizionali, mentre la narrazione si snoda tra una ricetta, il racconto di una storia d’amore finita, una metafora storico-socio-gastronomica (ma la parmigiana perché si chiama così se a Parma non ci sono le melanzane e perché il risotto giallo, tanto caro a Milano e a certi secessionisti, è fatto con lo zafferano, che non cresce certamente nella pianura padana?), mentre i musicisti intessono trame sonore intense o delicate a seconda della convenienza. La cucina, la gastronomia segnano i nostri tempi, siamo quello che mangiamo e come mangiamo, lento o frenetico, industriale o artigianale, supermercato o contadino, locale o internazionale (ma come fanno ad arrivare i pomodori dall’Olanda, dove non c’è il sole e fa un freddo cane? E perché ci ingozziamo di sushi quando il carpaccio di pesce crudo è una nostra specialità?), semplice  o complicato. La cucina semplice ha un’anima complessa, come Kind of Blue di Miles Davis, dice ad un certo punto Don Pasta, citando anche Tom Waits, Coltrane e i Clash. Ed è uno dei momenti più intensi e “saporiti” dello spettacolo. Se hai un problema, aggiungi olio, gli diceva sua nonna ed è diventato il suo motto, perché l’olio frigge meglio del burro e la pastafrolla ha bisogno di strutto, solo strutto, esclusivamente strutto. Don Pasta gira l’Italia e l’altro ieri ha fatto tappa anche al carcere di Bollate per uno spettacolo dedicato ai detenuti. Ieri era al circolo Arci La Scighera di Milano e il 27 novembre sarà a Roma al Jazz Festival all’Auditorium Parco della Musica per un evento speciale: WINE SOUND SYSTEM : BLOWIN’ IN THE WINE. Performance eno-musicale. Un vino, una canzone. Andate a vedere Don Pasta “già mangiati”, perché a stomaco vuoto rischiate gesti inconsulti o svenimenti da denutrizione.

Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:
1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.
2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.
3° giorno: prime difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa … è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli là; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra.
4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.
5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!
6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara d’Urso che intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?'”
dal 7° al 30° giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile.
Dopo un mese, i minatori escono per i fatti loro dalla miniera, scavando cunicoli con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario.
Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!!!

Grazie a Paolo per l’invio!

Oggetto: Avete ottenuto un massaggio

Ciao il mio più caro amico.

Il mio piacere di incontrarmi con voi, e come stai oggi?
Il mio nome è Amina Omar Nkaje, single ragazza di 23 anni, un corso semplice, onesto, premuroso, gentile, umile, amorevole, calmo e la ricerca di una persona matura, con senso di umorismo e di amore, anzi visto come un modo di divertimento, ho visto il tuo profilo sul sito durante la navigazione e ha deciso di contattare l’utente. Io ci piace essere amici. Vi prego di contattarmi con l’indirizzo di posta elettronica sopra, vorrei dettagli più su di me a voi su la mia risposta successiva di troppo. spero di ricevere al più presto, e buona giornata.

Cordiali saluti.
Amina