Essù, un po’ di comprensione, in fondo fanno tenerezza: il funzionario Rai che si piega a novanta gradi con devozione verso il Gran Capo, che lo onora di chiedergli un favore, perché ossessionato da una “pazza”. “Ma certo dottore, ma sicuro dottore, ma non c’è bisogno di aggiungere altro dottore, sarà fatto immediatamente dottore”; e il produttore, che, simil-fantozzi, dichiara l’ammirazione per le opere del Gran Capo: “ma quanto è bravo dottore, ma che canzoni magnifiche dottore, ma lei è un artista dottore, ma come fa dottore, ma dove trova il tempo dottore, mi illumini dottore, lei è santo dottore”. Ma anche il dottore ha le sue debolezze, come tutti i mortali, anche se lui non lo è. Basta leggersi un po’ di mitologia per accorgersi di come gli dei, pure loro, fossero mossi dalle stesse emozioni degli uomini, causate sempre dalle stesse pulsioni, le più potenti, le più devastanti, da perderci la testa, il senno, il senso comune, la dignità, la vita e rischiando la dannazione eterna. Ha ragione chi ha fatto il titolo d’apertura di Libero stamattina: Il Guaio È La Gnocca!

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