Tag Archive: fame


Non so se ci stanno prendendo per stanchezza e sono vicini all’obiettivo, ma comincio ad averne abbastanza di scrivere e leggere post e commenti su Berlusconi. “L’ira di Berlusconi” titolano i giornali oggi. Mi sarei meravigliato del contrario. Il bello è che Berlusconi non è stato nemmeno processato in questo procedimento, perché la sua posizione è congelata dal lodo Alfano e si avvìa alla prescrizione, eppure il premier se la prende, perché un avvocato inglese un po’ sbadato è stato condannato per corruzione a quattro anni e mezzo di carcere. Neanche avessero condannato lui. Sì, d’accordo, i giudici dicono che il corruttore è Berlusconi, ma, finché non c’è una condanna, non mi sembra il caso di scaldarsi tanto. Chi si dovrebbe scaldare è l’elettorato, che invece, resta tiepido, come su altri problemi altrettanto gravi come i respingimenti, il diritto internazionale, la povertà e la fame del mondo circostante. L’alto commissariato dell’Onu sui rifugiati non vale un fico secco, dice un nostro ministro e c’è chi applaude o fa spallucce, come se avesse parlato di calcio e non di milioni di persone che rischiano la vita. Anzi, se avesse parlato di calcio ci sarebbe stata una sollevazione del popolo dei tifosi. Siamo anestetizzati, cloroformizzati, non percepiamo sensazioni se non il caldo e il freddo e, infatti, certi telegiornali sono infarciti di notizie su afa e gelo. Stiamo sulla soglia dell’estate e si vedono già spiagge assolate e città roventi, temperature reali e percepite, condizionatori d’aria e ventilatori in azione. Il premier paga le false testimonianze? Massì, le vacanze sono vicine, l’importante è avere da pagare il conto dell’albergo, perché quello non lo paga il governo, a meno di non vivere in Abruzzo o essere parente di parlamentare o consigliere regionale. E fino all’autunno non sentiremo più parlare di Silvio. Silvio chi? Per la prossima stagione propongo, in nome di quell’alito di medioevo che spira da qualche tempo, tra guerre di civiltà e religiose di facciata e ricchi accordi commerciali dietro le quinte, il ricorso al giudizio di Dio. Si usava, una volta, l’ordalia: se un politico si sente accusato ingiustamente si sottoponga ad una prova. Se ne esce vivo vuol dire che è protetto dalla luce divina, è illuminato e può governare a vita. Chi si fa avanti per primo?

Se è comprensibile e giustificabile che l’opinione pubblica si divida su un argomento con specificità tecniche come le scelte di fine vita, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, poiché sono situazioni in cui chiunque di noi potrebbe incappare un giorno o l’altro, meno giustificabile è la strumentalizzazione che il potere, in tutti i suoi aspetti, sta attuando sul caso di Eluana Englaro. Sorvolando sulle affermazioni fuori luogo, relative alla possibilità della donna in stato vegetativo da 17 anni di partorire (ma fecondata da o per conto di chi?), che attengono più che altro alla forma (indecente, ma pur sempre forma, anche se anticipatrice della sostanza), è semplicemente aberrante che si proceda d’urgenza per decreto e poi, visto il rifiuto del Presidente della Repubblica di firmarlo, per disegno di legge, su una materia sulla quale si è discusso per anni in via informale, senza mettere nero su bianco un atto legislativo che da tempo si è rivelato necessario. Dibattiti, discussioni, litigi, si sono consumati per lustri davanti a tutti senza giungere ad una azione concreta del legislatore che, pilatescamente, ha attraversato la bufera uscendone sempre indenne, per tornare infine alla grigia quotidianità parlamentare. Tra l’altro, questa improvvisa fretta non servirà a salvare la vita di Eluana, anche se si è riusciti a fare battute pure sulla possibilità di stare qualche giorno senza bere e mangiare, sull’esempio degli scioperi della fame e della sete di Pannella. È evidente a chiunque con un minimo di senso comune, che la vicenda Englaro è diventata un pretesto gettato sul campo di battaglia politico-partitico, in vista di competizioni elettorali che hanno in palio alcuni vertici regionali e provinciali, seggi europei e la poltrona del Quirinale. La si butta sull’etica, su fideismo contro laicismo, ma in realtà si pensa ad altro. Sono quasi sicuro che sentiremo ripetere fino alla nausea di partiti della vita e partiti della morte, primato dell’esistenza e della Natura contro chi vuole forzare e distorcere le leggi  naturali e il Grande Disegno Intelligente, creazionismo contro evoluzionismo, tanto più che sono in corso le celebrazioni darwiniane. Lo scontro Berlusconi-Napolitano rappresenta le prove generali di una spinta presidenzialista evocata da tempo e che sta per concretizzarsi. La frase del premier “torno al popolo” può certamente significare “vado in Parlamento come rappresentante del popolo” a fare approvare in tempi brevi ciò che mi serve, ma conoscendo il tipo, riferirsi al mandato popolare contro Napolitano può preludere alla tanto richiesta elezione diretta del Presidente della Repubblica, naturalmente con poteri ben più ampi rispetto ad oggi. D’altra parte, “l’amico” Putin ha fatto scuola e ha insegnato come fare a truccare le carte e vincere tutto il piatto.
Resta la pena, lo schifo e l’orrore per questa danza macabra del potere attorno al capezzale di Eluana.

Articolo 25

1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

 

963 milioni di persone soffrono la fame nel 2008 e noi mangiamo maiale alla diossina.

C’è qualcosa che non torna  in tutto questo .