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È un po’ di giorni che ci penso. Mi hanno sempre detto che non bisogna discriminare chi non ha avuto la fortuna di una natura benigna, gli handicappati per intenderci, anzi, i diversamente abili, come vorrebbe il linguaggio corrente politicamente corretto, anche se non si capisce diversamente da chi o cosa. Ma sto divagando. Il problema è nato qualche giorno fa, quando il signor Antonio Monti, presidente dell’ Anisap (l’associazione che raggruppa gli ambulatori privati della Regione Emilia Romagna), ha proposto ai candidati sindaco di Bologna di sottoporsi ad un check up generale e, in nome della trasparenza, di rendere noti i risultati, perché gli elettori hanno dritto di sapere se stanno votando un candidato al ricovero, all’obitorio, un menomato fisico, psichico o un primo cittadino che corre i cento metri piani in meno di nove secondi o solleva dalla panca centotrenta chili, abbatte un toro con un pugno in testa o salta con l’asta più in alto di Bubka, attività in cui tutti i sindaci devono necessariamente eccellere. A parte il fatto che forse, ma sono maliziosissimo, il Monti spera che i check up vengano effettuati negli ambulatori privati che lui rappresenta (tanto poi li rimborsa la Regione), ma non è tanto questo il problema, piuttosto il fatto che la privacy tanto reclamata da più parti va a farsi benedire. Tra i dati sensibilissimi della persona ci sono proprio quelli relativi alla salute. Certo, uno può anche rifiutarsi di sottoporsi al test, mica è obbligatorio, ma con questo indurrebbe gli elettori a pensare che abbia qualcosa da nascondere. Non è un bel modo di condurre la campagna elettorale. Alcuni candidati, come il celebre professor Pasquino, a capo di una lista civica, con orgoglio e sprezzo del pericolo si è detto disposto a sottoporsi a qualsiasi visita (anche la più invasiva?) per dimostrare la propria salute di ferro. Anche il candidato del PD Del Bono non teme l’abbassalingua, lo stetoscopio, lo sfigmomanometro e qualsiasi sonda che voglia introdursi a scandagliare i più reconditi anfratti del suo organismo. Nemmeno il candidato Alfredo Cazzola indietreggia di fronte al camice bianco dell’analista e arriva ad azzardare l’ipotesi che l’ex sindaco Guazzaloca troverà il modo di aggirare il check up. Perché? Perché Guazzaloca fu colpito da un tumore anni fa, che lo costrinse ad abbandonare l´aula del Consiglio comunale per essere ricoverato in ospedale. L’ex primo cittadino, che si ripresenta candidato, ha liquidato l’idea del check up come spazzatura umana e politica, tuttavia non si sottrarrà alla visita, pur sottolineando il degrado morale di cui sarebbe il frutto questa iniziativa. Guazzaloca ha ragione. È un’idea che puzza di nazismo e di eugenetica.
Ma in che paese viviamo? Un sindaco diabetico è peggio o meglio di uno cieco? Un sindaco con l’epatite lavorerà più o meno di uno paraplegico? Un sindaco con tutti e quattro gli arti funzionanti, gli organo vitali in ordine, senza una punta di angina e che non conosca nemmeno l’acidità di stomaco sarà più votabile di un candidato col pace-maker? E i candidati che con entusiasmo si sono detti pronti a farsi visitare cos’hanno tra le orecchie al posto del cervello? Pigne, segatura, soppressata o truciolato? O una bella svastica?

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Se è comprensibile e giustificabile che l’opinione pubblica si divida su un argomento con specificità tecniche come le scelte di fine vita, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, poiché sono situazioni in cui chiunque di noi potrebbe incappare un giorno o l’altro, meno giustificabile è la strumentalizzazione che il potere, in tutti i suoi aspetti, sta attuando sul caso di Eluana Englaro. Sorvolando sulle affermazioni fuori luogo, relative alla possibilità della donna in stato vegetativo da 17 anni di partorire (ma fecondata da o per conto di chi?), che attengono più che altro alla forma (indecente, ma pur sempre forma, anche se anticipatrice della sostanza), è semplicemente aberrante che si proceda d’urgenza per decreto e poi, visto il rifiuto del Presidente della Repubblica di firmarlo, per disegno di legge, su una materia sulla quale si è discusso per anni in via informale, senza mettere nero su bianco un atto legislativo che da tempo si è rivelato necessario. Dibattiti, discussioni, litigi, si sono consumati per lustri davanti a tutti senza giungere ad una azione concreta del legislatore che, pilatescamente, ha attraversato la bufera uscendone sempre indenne, per tornare infine alla grigia quotidianità parlamentare. Tra l’altro, questa improvvisa fretta non servirà a salvare la vita di Eluana, anche se si è riusciti a fare battute pure sulla possibilità di stare qualche giorno senza bere e mangiare, sull’esempio degli scioperi della fame e della sete di Pannella. È evidente a chiunque con un minimo di senso comune, che la vicenda Englaro è diventata un pretesto gettato sul campo di battaglia politico-partitico, in vista di competizioni elettorali che hanno in palio alcuni vertici regionali e provinciali, seggi europei e la poltrona del Quirinale. La si butta sull’etica, su fideismo contro laicismo, ma in realtà si pensa ad altro. Sono quasi sicuro che sentiremo ripetere fino alla nausea di partiti della vita e partiti della morte, primato dell’esistenza e della Natura contro chi vuole forzare e distorcere le leggi  naturali e il Grande Disegno Intelligente, creazionismo contro evoluzionismo, tanto più che sono in corso le celebrazioni darwiniane. Lo scontro Berlusconi-Napolitano rappresenta le prove generali di una spinta presidenzialista evocata da tempo e che sta per concretizzarsi. La frase del premier “torno al popolo” può certamente significare “vado in Parlamento come rappresentante del popolo” a fare approvare in tempi brevi ciò che mi serve, ma conoscendo il tipo, riferirsi al mandato popolare contro Napolitano può preludere alla tanto richiesta elezione diretta del Presidente della Repubblica, naturalmente con poteri ben più ampi rispetto ad oggi. D’altra parte, “l’amico” Putin ha fatto scuola e ha insegnato come fare a truccare le carte e vincere tutto il piatto.
Resta la pena, lo schifo e l’orrore per questa danza macabra del potere attorno al capezzale di Eluana.