Tag Archive: democrazia


Avete mai fatto caso con quanto orgoglio taluni individui si vantano di non avere tessere di partito o sindacali in tasca, per avvalorare la loro indipendenza di giudizio e trasparenza? Come se appartenere ad una organizzazione partitica o sindacale fosse un’onta, una vergogna, una macchia da nascondere. Vorrei rammentare a costoro che nei paesi dove non ci sono partiti e sindacati o, magari, ce n’è solo uno, l’indipendenza di giudizio e la trasparenza sono messi a dura prova, soprattutto ai danni di chi non ha in tasca la tessera giusta. La democrazia vive della libertà di associazione politica e sindacale, altrimenti è una dittatura. Preferisco parlare e discutere con una persona che dichiara pubblicamente la propria appartenenza politica o sindacale, in modo da sapere da che presupposti parte o per conto di chi parla, quale modello sociale ha in mente e quali sono grosso modo le sue idee. Guardo con più sospetto a chi si dichiara indipendente e parla in modo fumoso, facendo capire e non capire, usando metafore complicate e linguaggi tecnici quando si rivolge consapevolmente ad una platea di non addetti ai lavori. Ancor più sono diffidente nei confronti di chi possiede tessere di organizzazioni segrete e, quindi, cerca di non pubblicizzarne l’appartenenza, anche se vanta indipendenza e libertà d’opinione. E d’affari. Sciocco è chi guarda il dito e non la luna, ma  saggio è chi guarda luna, dito e proprietario del dito.

Annunci

…scendere in piazza è antidemocratico…ho dato istruzioni al ministro degli interni per intervenire con le forze dell’ordine nelle scuole….chi occupa sarà denunciato….l’opposizione è bugiarda…il parlamento è troppo lento, si governerà con i decreti…infiltrare il movimento..l’urlo delle sirene delle ambulanze sovrasterà quello di polizia e carabinieri…picchiatori fascisti in piazza Navona…picchiatori fascisti in manifestazione…picchiatori fascisti mandati a punire Federica Sciarelli…Licio Gelli emozionato dall’abbraccio del Duce…per Licio Gelli Berlusconi è l’uomo della provvidenza…per Licio Gelli Berlusconi è l’unico che può portare a termine il piano Rinascita della P2…per Marcello Dell’Utri RAI 3 è deprimente…per Marcello Dell’Utri le facce dei conduttori del TG3 sono gotiche e un po’ dark…per Berlusconi la TV pubblica deve diffondere ottimismo…per Berlusconi gli imprenditori non dovrebbero fare pubblicità sulla TV pubblica…per Berlusconi, Dell’Utri, Gelli, in Italia c’è troppa gente che disturba il loro lavoro…

In un futuro prossimo  la Terra è suddivisa in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia che sfruttano la guerra perenne per mantenere il controllo totale sulla società.
La società è amministrata secondo i principi del Socing e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini.
Il partito è a sua volta diviso in Partito Interno e Partito Esterno. I suoi occhi sono dei televisori-telecamere, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing e che i membri del Partito Esterno non possono spegnere. Questi televisori-telecamere, oltre a diffondere 24 ore su 24 propaganda, spiano la vita di qualunque membro del Socing esterno.
Al di sotto del partito unico stanno i Prolet, che non hanno alcun potere nè privilegio, fanno i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza, ma hanno il vantaggio di non essere controllati se non in modo indiretto, tramite la tecnica del Panem et circenses.
Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia Il Grande Fratello ti vede, e gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza».
I membri del Socing vivono in moderni palazzoni alveare nella città nuova, ed i prolet (il Proletariato) vivono separati dai primi nella città vecchia.
L’unica forma di pensiero ammissibile è il Bispensiero, un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente ed ogni forma di obiezione. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
La lingua che si parla si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un’unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite ( come ad esempio “democrazia” ) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.
Le scienze umanistiche sono di conseguenza cambiate:
i testi vengono riscritti espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al partito.
Ci si aspetta che gli uomini si adeguino, cancellando la memoria dei fatti indesiderati e sostituendoli coi fatti che il Partito vuole che si ricordino.
Così, per esempio, se si ribaltano i fronti e l’Eurasia diventa improvvisamente alleata dopo esservi stati in guerra fino a un momento prima, nessuno deve rilevarne la contraddizione e portare memoria della precedente ostilità, per cui diverrà vero che l’Eurasia è sempre stata alleata dell’Oceania e che non vi è mai inimicizia tra i due stati.

E se ce ne andassimo tutti? Dico davvero! Me l’ha fatto venire in mente Pfd’ac con un suo commento. Un sogno. Ci delocalizziamo dove la vita costa meno, dove ci siano dei governanti meno paranoici e impegolati in questioni giudiziarie. Ce la filiamo in qualche paese appena entrato nella UE, con poche leggi, ma molta libertà d’iniziativa, magari troppa, ma senza ipocrisie. E piantiamo in asso questa banda di manigoldi che cercano di far passare per il bene dei cittadini provvedimenti fatti su misura per se stessi. Andiamo a prendere i posti lasciati liberi dagli immigrati nei loro paesi e lasciamo loro i nostri, così i governanti imparano cosa vuol dire maltrattare i cittadini italiani e avere a che fare con i nuovi abitanti che non hanno goduto degli agi e delle mollezze del benessere e magari sono un po’ più avvezzi all’incazzatura attiva: gli immigrati saggeranno un po’ di “democrazia televisiva”, che è sempre un fatto culturale e noi ci piglieremo finalmente una bella vacanza.
Lo so, più che un sogno è uno sfogo, ma non se ne può più di questa gang di incantatori illusionisti che una ne fa e cento ne inventa ogni giorno, fino a negare l’evidenza, come i tagli alla sanità, alla sicurezza, l’innalzamento delle tasse e delle tariffe, persino gli incidenti nucleari in Slovenia e Francia, causati probabilmente da quegli iettatori dei giornalisti sempre pronti a menar gramo, mentre sono stati proprio un paio di ministri a parlare per primi di nucleare e a emettere vibrazioni negative. Non si può più reggere un esercito di individui diffusi in tutto il paese, comandati da un capo di stato straniero con un curioso accento, che, solo per il fatto di indossare abiti lunghi sotto i quali avvengono spesso strane manovre, adottare buffi copricapo e adornarsi di anelli, collane e croci, pretende di dirci come dobbiamo nascere, vivere e morire. Basta con la delocalizzazione delle imprese, delocalizziamo noi stessi. Andiamocene!