Piove da giorni e non accenna a smettere. Forse giovedì, ma c’è poco da fidarsi. Chi afferma che dalla terra veniamo e alla terra torneremo non sa quel che dice. Dimentica il fango. È dall’acqua che veniamo e all’acqua saremo ricondotti. La nostra salvezza sono gli idraulici, a loro dovremo confessarci nella Valle di Giosafatte. Un nuovo culto si affaccia dalle pozzanghere: Nostro Signore degli Spurghi, salvaci dal liquame che cresce, la falda acquifera che sale, il fiume che esonda, il lago che tracima, lo scolmatore che non scolma, il box che si allaga e la cantina che diventa piscina. Promettiamo di essere tutti più buoni, non sprecare il prezioso liquido, fare il bagno (pardon, la doccia) una volta ogni due settimane, non usare lo sciacquone più di una volta al giorno e non intasare le canne e i sifoni con rifiuti non idonei.

P.S.: mi ha sentito, ha mandato un tuono di assenso. O è un segnale di rifiuto?

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