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Sarà banale, qualunquista, antisociale, apolitico, un po’ becero (ma visto il personaggio non stona), benaltrista e diseducativo, ma che l’europarlamentare leghista Speroni con la sua fuoriserie, acquistata grazie alle ricche prebende che il suo ruolo gli concede anche a nostre spese, abbia superato il suo personale record di velocità sulle autostrade tedesche raggiungendo la vertiginosa quota di 316 Kmh, non può fregarcene più del desiderio di maternità di Alba Parietti a 50 anni o del rifiuto di Hamsik di tagliarsi la cresta, anche se glielo chiedesse Berlusconi in persona (pensa un po’, un calvo che chiede ad un capelluto di tagliarsi la chioma per il suo gusto estetico). Ma non ci sono notizie più importanti da evidenziare sui giornali? Ora che arriva l’estate, poi, i giornali sembrano tutti minzolinarsi oltre misura: o parlano di scandali, o di cronaca nerissima, o degli accoappiamenti di panda, koala o mantidi religiose, con analisi delle posizioni kamasutriche e tantriche, tra le più adatte ad essere emulate dalla specie umana sulle spiagge della Versilia o del Gargano. Anche le redazioni meritano le vacanze, d’accordo, ma qualcuno di turno resta a presidio delle notizie vere?

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Non so se ci stanno prendendo per stanchezza e sono vicini all’obiettivo, ma comincio ad averne abbastanza di scrivere e leggere post e commenti su Berlusconi. “L’ira di Berlusconi” titolano i giornali oggi. Mi sarei meravigliato del contrario. Il bello è che Berlusconi non è stato nemmeno processato in questo procedimento, perché la sua posizione è congelata dal lodo Alfano e si avvìa alla prescrizione, eppure il premier se la prende, perché un avvocato inglese un po’ sbadato è stato condannato per corruzione a quattro anni e mezzo di carcere. Neanche avessero condannato lui. Sì, d’accordo, i giudici dicono che il corruttore è Berlusconi, ma, finché non c’è una condanna, non mi sembra il caso di scaldarsi tanto. Chi si dovrebbe scaldare è l’elettorato, che invece, resta tiepido, come su altri problemi altrettanto gravi come i respingimenti, il diritto internazionale, la povertà e la fame del mondo circostante. L’alto commissariato dell’Onu sui rifugiati non vale un fico secco, dice un nostro ministro e c’è chi applaude o fa spallucce, come se avesse parlato di calcio e non di milioni di persone che rischiano la vita. Anzi, se avesse parlato di calcio ci sarebbe stata una sollevazione del popolo dei tifosi. Siamo anestetizzati, cloroformizzati, non percepiamo sensazioni se non il caldo e il freddo e, infatti, certi telegiornali sono infarciti di notizie su afa e gelo. Stiamo sulla soglia dell’estate e si vedono già spiagge assolate e città roventi, temperature reali e percepite, condizionatori d’aria e ventilatori in azione. Il premier paga le false testimonianze? Massì, le vacanze sono vicine, l’importante è avere da pagare il conto dell’albergo, perché quello non lo paga il governo, a meno di non vivere in Abruzzo o essere parente di parlamentare o consigliere regionale. E fino all’autunno non sentiremo più parlare di Silvio. Silvio chi? Per la prossima stagione propongo, in nome di quell’alito di medioevo che spira da qualche tempo, tra guerre di civiltà e religiose di facciata e ricchi accordi commerciali dietro le quinte, il ricorso al giudizio di Dio. Si usava, una volta, l’ordalia: se un politico si sente accusato ingiustamente si sottoponga ad una prova. Se ne esce vivo vuol dire che è protetto dalla luce divina, è illuminato e può governare a vita. Chi si fa avanti per primo?

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