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musicajazz-novembre

Torna in edicola con il consueto CD inedito omaggio Musica Jazz, una delle poche riviste specializzate sopravvissute alla fortissima crisi editoriale che investe ampi settori del comparto e, in particolare, quelli che interessano nicchie di mercato come quelle del jazz e della musica d’avanguardia. Mi mette allegria la copertina, dedicata ad un simpaticissimo sassofonista portoricano che intervistai nel 1995 al Capolinea di Milano, quando esordì come leader dopo avere militato in diverse formazioni, tra cui la United Nations Orchestra di Dizzy Gillespie, che rappresentò il suo trampolino di lancio internazionale. Si parla anche dei lutti, che, purtroppo, non mancano mai: in particolare quelli di una grande cantante come Abbey Lincoln, dalla personalità impressionante, del trombettsita inglese Harry Beckett e di Willem Breuker, leggendario leader di un favoloso Kollektief. Per fortuna non mancano le giovani promesse, come Mattia Cigalini, di cui mi ha parlato recentemente con toni entusiastici Tullio DePiscopo nell’intervista uscita a settembre su Strumenti Musicali. E tanto altro ancora.

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Francamente (come direbbe dalemone) comincio ad averne abbastanza delle beghe familiari del presidente del consiglio. Ma da quando in qua i politici italiani sono messi alla gogna per le loro storielle o storiacce con attricette, ballerine, presentatrici, veline, colleghe di partito e compagnia danzante? A parte il democristiano che si sentiva solo e si intratteneva con due amichette opportunamente anestetizzate dalla cocaina (fossero state lucide con uno così neanche in fotografia), finito nei guai solo per un malore di una delle “fortunate”, era da tempo immemorabile che la politica non si intrecciava col sesso. Giusto Bettino Craxi aveva fama di tombeur de femmes, con tanto di citazioni più o meno velate sui libri di alcune sue cortigiane, e la di lui consorte, signora Anna, che abbozzava. Altrimenti bisogna tornare ai tempi del ventennio, quando c’era Lui, caro lei, e le leggende sulle capacità amatorie del “capoccione”, anche senza viagra (epperbacco!). Da noi la vita privata dei politici è sempre rimasta privata, appunto, mentre in Inghilterra scoppiavano scandali sessuali a profusione e in USA si facevano le pulci ai candidati alla presidenza. Ma ci stiamo americanizzando anche in politica? Possibile che ci interessi quante segretarie affollino la scrivania o il sotto-scrivania del capo del governo, a quali feste vada, se di diciottenni o cinquantenni, se abbia figli/e naturali sparsi/e per la penisola o il continente? A Clinton stavano facendo saltare la poltrona per un problema di sesso “improprio” e ci ha pensato sua moglie a “sistemare” la faccenda, forse più privatamente che pubblicamente, ma stiamo parlando di un Paese puritano e a maggioranza protestante, in cui mentire (Bush junior escluso) è un fatto gravissimo, anche nella vita privata. Da noi i panni sporchi si lavano in famiglia, com’è noto, e non esiste che si elevi a maître à penser una moglie tradita, solo perché ha un passato (pure lei) da attricetta e ha sposato un imprenditore miliardario, che, molti anni dopo, sarebbe diventato un politico di grido. Non conosco la situazione familiare degli altri miliardari italiani, ma se Berlusconi non fosse diventato capo del governo per la terza volta, sua moglie non avrebbe scritto ai media per dichiarare il suo disprezzo sulla condotta del consorte. E tutti ce ne saremmo infischiati, come dovremmo effettivamente fare. Se poi nelle liste per le europee ci saranno davvero veline, nani e ballerine e queste saranno elette, vorrà dire che ce le saremo meritate, come ci meritammo Ilona Staller e Tony Negri, per non parlare del Partito dell’Amore con la candidata Moana Pozzi (santa quasi subito), che nel 1992 ottenne oltre 12000 preferenze personali.

In Venezuela quel mattacchione del  presidente Hugo Chavez ha deciso di rimuovere la statua di Cristoforo Colombo, perché ritenuto co-responsabile del genocidio dei nativi americani.

A Bergamo, qualche buontempone ha deciso di rimuovere l’effigie di Giuseppe Garibaldi da alcuni cartelli indicatori della città che diede un notevole contributo di uomini alla spedizione dei Mille, sostituendola con l’immagine di Umberto Bossi.

Paese che vai…