Category: Popoli e politiche


Lo so già, l’ho già sentito centinaia di volte: non bisogna lasciarsi intimidire, non ci arrendiamo alla violenza, bisogna rispondere con la forza delle istituzioni, si deve avere fiducia nello Stato. Lo Stato c’è.Tutto vero, tutto giusto. Caso vuole (o forse no) che in queste settimane ricorrano i vent’anni dalle stragi Falcone e Borsellino, due vicende ancora da scrivere in buona parte, perché, se gli autori materiali sono finiti in galera — considerando che per la strage di via D’Amelio sono stati condannati anche degli innocenti — i livelli più alti ancora una volta sono risultati intoccabili e nell’ombra.
La storia italiana ci insegna che le stragi, purtroppo, sono spesso di Stato o, comunque con una compartecipazione attiva o passiva di pezzi di Stato, che forniscono risorse e mezzi o fanno finta di non accorgersi di ciò che sta accadendo. Inoltre, un attentato ad una scuola, come quella di Brindisi, è un attentato a una intera generazione, un genocidio morale e materiale.
Non sto invitando al disfattismo e credo ancora fermamente nelle istituzioni in quanto tali, ma solo in linea teorica e ideologica (che brutta parola, vero?), mentre chi le rappresenta ne è spesso indegno.
Di solito la prima domanda di fronte a fatti del genere è “cui prodest”, ma oggi bisogna chiedersi prima di tutto “cui nocest” e la risposta è: tutti noi, tutto il Paese, già provato da una crisi pesantissima economica, politica, morale, culturale, provocata da una classe dirigente che, dopo il crollo post-tangentopoli di quella che l’ha preceduta, si è fatta avanti e ha completato il lavoro di distruzione della fiducia degli italiani nella politica, nelle istituzioni, nella gestione della cosa pubblica. Sopravviviamo sulle macerie culturali degli ultimi vent’anni lasciate da questi demolitori professionisti, che, non ancora soddisfatti del lavoro svolto, vorrebbero sovrintendere anche alla ricostruzione, come quelle società adibite al rimboschimento, che, per procurarsi lavoro, appiccano incendi.
Mi auguro che questi sciacalli, già prodighi di sollecite dichiarazioni dense di partecipazione, turgide di sdegno, desiderose di trasparenza e giustizia, facciano un passo indietro e lascino lavorare chi sa lavorare, fornendo assistenza istituzionale quando serve, ma senza intralciare il cammino delle indagini tagliando fondi o istituendo commissioni inutili e dispendiose.
Mi auguro, inoltre, che gli italiani si rivelino migliori di chi li ha governati sino ad ora, cosa non difficile peraltro, ma che uno sforzo ulteriore li ponga su un piano veramente superiore, in ogni senso.
Domani, tra l’altro, si vota in molti comuni e altri sciacalli stanno pensando di pasteggiare sulle macerie con la scusa che abbiamo toccato il fondo e quindi, irresponsabilmente, si può fare e dire qualsiasi cosa, magari mandando avanti altri, perché a loro scappa da ridere. C’è davvero ben poco da ridere e molto da fare, invece e picconare il poco che è rimasto in piedi non è un buon modo per ricominciare.

Lo sciopero è riuscito, nella forma e nella sostanza. Prima di tutto perché vi è stata una adesione attiva da parte dei lavoratori, che si sono presentati ai propri turni e anche oltre, ma si sono fermati all’ingresso, dove era stato stabilito il presidio per tutto il giorno. Si è visto anche qualche giornalista e qualche fotografo e, per fortuna, hanno trovato una folla di gente che aveva voglia di parlare, raccontare, spiegare le ragioni dello sciopero e della preoccupazione per il proprio futuro. Chi ipotizzava di poter stare a casa, perché l’importante era fermare la produzione non sapeva bene quel che diceva. Quindi ci si augura un’eco prolungata, sempre che gli editori abbiano voglia e interesse a impegolarsi in una faccenda a dir poco ingarbugliata, con connotazioni economico-politiche di un qualche rilievo.
È riuscito anche nella sostanza, dicevo, perché la massiccia adesione fa ben sperare in un’unità d’intenti, anche da parte di coloro, pochi, che non riconoscono nello sciopero una forma di lotta efficace.
Se siete spettatori di Ballarò, sappiate che il sondaggio settimanale presentato ogni volta da Nando Pagnoncelli non l’abbiamo fatto noi. Non so se questo abbia un senso, ma è un’informazione e serve a ricordare che i sondaggi sono fatti da quei lavoratori che vi rompono le scatole mentre cenate e vi chiedono se preferite il governo Monti o avete nostalgia di Berlusconi, se credete che la Lega sia diversa dagli altri partiti od ogni scarrafone laureato in Albania è bello a mamma sua, se andrete a votare alle prossime elezioni o preferite passare il tempo libero in modo diverso.
Stasera, quando tornate a casa e mentre addentate lo spezzatino o date l’assalto agli spaghetti vi suona il telefono e dall’altra parte sentite una voce cortese che vi  invita a rispondere ad alcune domande di attualità, cercate di essere comprensivi, perché quella telefonata potrebbe essere l’ultima. Un bel sospiro di sollievo, direte voi, ma pensate che anche il vostro lavoro potrebbe finire un giorno per un motivo qualsiasi e vi potreste trovare nelle condizioni di dover impugnare pure voi la cornetta e fare domande alle otto di sera a chi non ha voglia di rispondere.
Ora la palla passa all’azienda. Vedremo come risponderà a tutti i livelli, da quelli locali a quelli internazionali. Di una cosa dobbiamo essere consapevoli: vittime ce ne saranno e, probabilmente, non poche. Limitare i danni è l’obiettivo oltre a vendere cara la pelle.

Venerdì sera vi aspettiamo qui

Ogni anno si recita la litania delle donne uccise a decine in Italia da mariti, fidanzati, ex mariti ed ex fidanzati che ritengono la loro compagna una proprietà privata, tanto che qualsiasi loro mancanza o assenza andrà punita come fosse un furto e un oltraggio. Se poi la proprietà passa di mano, un altro uomo, ecco che le vittime della punizione diventano almeno due. Una donna che lascia il marito o il fidanzato deve come minimo restare sola, meglio ancora se entra in convento, così sconterà i suoi peccati e non sarà indotta in tentazione. Perché parlo di litania? Perché è un’analisi ipocrita quella che viene riproposta ogni anno, perché in Italia non esiste una politica seria per ovviare a questo fenomeno sociale gravissimo, risultato di una mentalità arretrata, nonostante il diritto di famiglia sia stato riformato da oltre trent’anni, il delitto d’onore non sia più riconosciuto dal codice penale e la violenza sessuale non sia più considerato oltraggio al pudore, ma reato grave contro la persona. La famiglia resta sacra e inviolabile, come ci ricordano i nostri prelati e, perciò, intoccabile, inattaccabile, irriformabile. Chissà perché qualsiasi forma di socialità che genera violenza viene repressa e il matrimonio, la famiglia resta tale e quale nonostante generi morte in tanti, troppi casi. Possibile che non si pensi ad una seria forma di educazione, anche nelle scuole, un’educazione civica e sessuale assieme, che insegni ai ragazzi a non considerare la partner alla stregua di uno smartphone o un motorino? La tua ragazza, la fidanzata, la moglie non te la tieni in tasca e la estrai solo se ti serve e se ti allontani la leghi al palo con la catena, perché nessuno te la rubi. Eppure, purtroppo, questa forma mentis è ancora diffusa, anche tra le nuove generazioni. Persino l’immigrazione straniera, che tanto bene fa per certi versi all’apertura mentale dei ragazzi, basti notare la multietnicità che si riscontra davanti alle scuole, d’altro canto ha importato cattive abitudini, soprattutto in quei gruppi che si riuniscono in gang e utilizzano le ragazze come merce di scambio e compravendono la loro “protezione”. Sono fenomeni marginali, è vero, ma considerato il terreno fertile qui da noi per certe degenerazioni, l’attenzione deve restare altissima. Esiste una questione femminile? È vero, ma perché esiste una questione maschile che andrebbe affrontata, ma si fa finta di niente. Se ci sono uomini squilibrati in così alto numero ci sarà un motivo. Perché non trovarlo e risolverlo? Lo so, qualcuno dice: basterebbe che le donne tornassero a casa ad occuparsi dei figli, obbedissero al marito e lo onorassero come tutte le brave mogli e come recitava la vecchia (ma neanche poi tanto) formula del matrimonio religioso. Qui vige ancora il detto che “tra moglie marito non bisogna metter dito” e non è incoraggiante: così non cambierà molto e tra moglie e marito continuerà ad inserirsi la canna di una pistola. Se ne riparla il prossimo 8 marzo.

Questa porcata l’ho ricevuta stamattina. Certa gente non si ferma davanti a nulla:

Più caro nel Signore,

Saluti Calvario a voi nel nome del Signore nostro Gesù Cristo. Sono la signora  Rose Edwinsam dal Kuwait. Ero sposata con Mr.Steven Edwinsam, che ha lavorato con l’ambasciata del Kuwait in Costa d’Avorio per nove anni prima di morire l’anno scorso. Ci siamo sposati da undici anni senza un bambino. Mio marito è morto dopo una breve malattia che è durata solo quattro giorni. Prima della sua morte, siamo nati di nuovo i cristiani.

Mia cara, lo so che sei sorpresa nel ricevere questa lettera, ma come un figlio del Dio vivente, si dovrebbe sapere che le nostre strade non sono le sue vie. La Bibbia mi dice che lavora in molti modi e tutto funziona al bene di coloro che hanno creduto in Gesù Cristo. Neonato, è anche il leader dello Spirito Santo di Dio che ho scelto voi in obbedienza e l’amore per soddisfare il desiderio del mio defunto marito, che ho sostenuto per la gloria di Dio. Vogli o cap ire che questa benev olenza è in adempimento del desiderio e la decisione del mio defunto marito che io sono convinto di attualizzare.

Dopo la morte del mio amato marito, ho deciso di non risposarsi o avere un figlio fuori dalla mia casa dei coniugi, che la Bibbia è contro. Quando mio marito era vivo ha depositato la somma di dollari 2.6 milioni dollari (due milioni seicentomila dollari) in una banca qui a Abidjan, Costa d’Avorio. Attualmente, questo denaro è ancora in banca.

Recentemente, il mio medico mi ha detto che non sarebbe durato per il periodo di nove mesi a causa del mio problema cancro. Quello che mi disturba di più è la mia malattia ictus. Aver conosciuto la mia condizione, ho deciso di donare questo fondo ad una organizzazione di carità, la chiesa, organizzazione cristiana, o di un vero credente, che utilizzerà questi soldi la strada che sto per istruire qui.

Voglio che questo fo n do da utilizzare per gli orfanotrofi, scuole , chiese, le vedove, e il privilegio di persone in meno di moltiplicazione della parola di Dio e per assicurarsi che la casa di Dio è mantenuta. La Bibbia ci ha fatto capire che “Benedetto è la mano che dà”. Ho preso questa decisione perché non ha nessun figlio che erediteranno questo denaro e mio marito, i parenti sono increduli e non voglio che gli sforzi di mio marito per essere utilizzati da non credenti.

Non voglio una situazione in cui questi soldi saranno utilizzati in modo empi. È per questo che mi prendere questa decisione. Io non ho paura della morte, quindi so dove sto andando. So che sto per essere nel seno del Signore. Esodo 14 VS 14 dice che “Il Signore combatterà il mio caso e mi tiene la mia pace”. Non ho bisogno di alcuna comunicazione telefonica in questo senso a causa della mia condizione di salute e la presenza di parenti di mio marito è sempre intorno a me cercando di ri v endicare questo denaro da me c he mio marito partì per me . Io non li voglio sapere di questo sviluppo. Con Dio tutto è possibile.

Io voglio che tu a gestire da soli perché la mia salute non può permettere che a me come mi sono stati immessi in dialisi visita medica periodica. Anche io sto scrivendo questa lettera con l’assistenza di una sorella che utilizza per aiutare me. Io voglio che tu mandami il tuo nome, cognome e indirizzo in modo che posso giurare di una dichiarazione giurata, sotto giuramento, che ufficialmente e legalmente riconosciuti voi come lo parente più prossimo a questo fondo che, anche se io sono morto il vostro reclamo per il fondo nel la banca non sarà in dubbio. Sarò inviando la dichiarazione giurata del giuramento e il certificato di deposito di questo fondo subito dopo la deposizione è pronto.

Non appena riceveremo la sua risposta ti darò il contatto con la banca in Abidjan Costa d’Avorio, dov e questo denaro è stato depositato dal mio amato marito. Farò anche ques tione è la dichiarazione giurata del giuramento che giuridicamente e approvare ufficialmente che il parente più prossimo e nuovi beneficiari al fondo insieme con il certificato di deposito di questo fondo, che il mio defunto marito utilizzato per pagare i soldi in banca. Voglio che tu sempre pregare per me perché il Signore è il mio pastore.

La mia felicità è che ho vissuto una vita degna di un cristiano. Chiunque che vuole servire il Signore deve servirlo in spirito e verità.
Si prega di essere sempre preghiera per tutta la vita.
Qualsiasi ritardo nella sua risposta mi darà spazio ad approvvigionarsi di un’altra persona con il medesimo scopo.

Sperando di ricevere la vostra risposta urgente.

1) Nome del beneficiario ..

(2) Indirizzo ………………

(3) Impiego … … ……… ….

(4) Nazionalità …. … … ….

(5) La tua età / sesso .. . ……

(6) Il tuo stato civile … …..

Restano benedetta nel Signore.
Suo in Cristo
Signora Rose Edwinsam,