Category: Giochi


Sarà più facile che mi spuntino le ali sui talloni o impari a memoria l’orario ferroviario piuttosto che mi càpiti di dirigere un giorno qualcosa come un’azienda che fattura quotidianamente milioni di euro. Ma se in un’altra vita, in un’altra reincarnazione, in un’altra dimensione, in un altro universo dovesse succedere una cosa del genere, starò bene attento a quel che accadrà negli uffici, tra gli impiegati e collaboratori. Soprattutto pregherò tutti affinchè non mi vogliano troppo bene. Anzi, mi renderò anche un po’ antipatico, non troppo, quel tanto che basti a non farmi fare favori non richiesti. In questo modo mi eviterò un sacco di guai. Ma ci pensate? Quanto tempo perso tra avvocati, tribunali, giudici con le toghe di ogni colore, a spiegare che io non c’entro, che non sapevo, che mi fidavo talmente dei collaboratori che davo loro la chiave della cassaforte, la disponibilità dei conti italiani, svizzeri e caraibici, consentendo loro di fare ogni tipo di operazione, anche di centinaia di migliaia di dollari, ma non per farmi risparmiare guai con la guardia di finanza o per farmi ottenere acquisti vantaggiosi di aziende in liquidazione, ma per le normali operazioni finanziarie che ogni azienda di quelle dimensioni realizza normalmente ogni giorno. Uffa! Quanto tempo perso. No, no, spero che non succeda mai. Anche se alla fine, lo so, nelle altre dimensioni, negli altri universi, sugli altri pianeti, la giustizia trionfa e le toghe tornano ad essere del colore giusto, non sarebbe possibile sopportare un calvario simile, pure se in premio mi dessero la presidenza del consiglio. Soprattutto perché, per avere quella, dovrei disfarmi delle concessioni governative, altrimenti non si può. o no?

Spacepal

Non so se conoscete/frequentate MySpace. Per ragioni di famiglia in questi giorni mi è capitato di annotare i meccanismi di creazione dei siti e le dinamiche che si creano tra utenti. È interessante e buffo allo stesso tempo: in breve si crea una rete fitta di contatti (ho frequentato in particolare la sezione musica) tra musicisti di diversi generi e in tutto il mondo: dal Sudafrica al Canada, passando per Irlanda e Casalpusterlengo. Ma il modo in cui ciò avviene mi ha ricordato l’infanzia, all’asilo, quando, cercando di intrecciare nuove amicizie, si chiedeva a bambini e bambine: vuoi essere mio amico/mia amica? Su MySpace, per appioppare il proprio avatar sul sito di un altro si fa così: vuoi essere mio amico? La tecnologia del ventunesimo secolo adotta i termini infantili del ventesimo. È il progresso, bellezza!

P.S. La signorina della foto non è diventata mia amica 😦

Summertime

fine
fine estate
tiepida fine estate
 fine serata tiepida estate
tiepida serata di fine estate
serata di estate tiepida fine
di fine serata estate tiepida
fine tiepida serata di estate
serata di tiepida fine estate
estate tiepida fine serata
serata fine tiepida
tiepida fine
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Mi è capitato in questi giorni di leggere un articolo sulle persone autistiche. Non sapevo che ci fosse un “orgoglio autistico” da rivendicare. In Inghilterra fanno dei raduni organizzati da autistici per autistici. Si rivendica la diversità, non l’handicap. Dicono: Noi autistici non siamo dei dementi, abbiamo solo un modo diverso di reagire rispetto a ciò che ci circonda. In realtà ci sono diversi gradi di autismo e molti autistici non sono in grado di badare a se stessi. Tuttavia questo articolo mi ha fatto tornare alla mente un film che ho detestato: Rain Man. Ve lo ricordate? Una storia il cui unico pregio era la straordinaria interpretazione di Dustin Hoffman accanto a un Tom Cruise che faceva…Tom Cruise. Cosa mi ha disturbato di quel film? Il tentativo di normalizzazione operato nei confronti del “diverso”, che viene accettato solo nella sua funzione utilitaristica. Perché è simpatico il “ritardato” Hoffman? Perché sa fare cose che in “non ritardati” non sanno fare, ma, soprattutto, perché queste sue facoltà possono essere utilizzate per fare soldi. Cruise se lo porta al casinò e quel poveretto gli fa vincere tutti i giochi in cui sono in causa statistiche, probabilità, calcoli veloci e complicati. E questo lo rende utile, simpatico, piacevole. Il disagio che provoca l’handicap in chi non ce l’ha, viene cancellato dal reddito che produce. Inutile dire che i soldi se li gode il Cruise e non il fratello “scemo”, che non sa cosa farsene. Pur essendo proprietario e utilizzatore dei mezzi di produzione del reddito, la ricchezza va ad un altro. E’ il capitalismo, bellezza! Vien da vomitare. Che schifo! Che rabbia!

Se in fronte di ciascuno
l’intelletto fosse scritto,
sulla fronte di ….
leggerebbesi alcunché.

Endemol lancia il Grande Show del Donatore, dove una malata terminale sceglierà a chi donare un suo rene. Mi è venuto in mente il primo grande reality show della storia, in cui il pubblico decise chi fare uscire dalla "casa". Gerusalemme, 2000 anni fa, i concorrenti erano rimasti due: il televoto decretò Barabba.