Category: Giochi


Salveranno il mondo? Forse no, ma se aiutano a stare bene…

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Avere avvocati così è un piacere. Tutti vorrebbero essere difesi da un legale che definisce il suo cliente puttaniere “utilizzatore finale” della prostituta. L’intervista rilasciata al Corriere è un capolavoro di assurdità applicato alla giurisprudenza. Rischiare di trascinare il proprio cliente in tribunale a dimostrare la sua potenza sessuale e l’inutilità di ricorrere a iniezioni (si presume papaverina o altro?) nei corpi cavernosi davanti ad una corte di giustizia e venti milioni di elettori col fiato sospeso sulle carenze del loro eroe, nemmeno l’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria l’avrebbe escogitato. Ghedini: grazie di esistere.

Il presidente del consiglio ha milioni di buone qualità, ma continua a dimostrarsi brillantissimo nella scelta dei suoi legali: Dotti, Previti, Pacifico, Mills, Biondi, Pecorella, Ghedini. Chi più, chi meno è riuscito a metterlo in difficoltà. Un avvocato d’ufficio come quello nominato all’ultimo momento in tribunale l’anno scorso al processo Mills  riuscì a fare un lavoro migliore, se non altro a non aggravare la situazione. Cavaliere, ci pensi. Tolga dall’ansia milioni di elettori maschi che ogni notte a letto guardano la propria partner e la pensano con disagio.

Appena ricevuta:

Gentile Signore / a:
Per favore ci permettono di disturbare il tuo tempo prezioso!
Siamo il più grande del commercio estero cinese grossista.
la società vende principalmente,
le fotocamere digitali, cellulari, LCD TV, PSP, Xbox, la Laptops Notebooks, Digital Video, Mp4, GPS, Elettronica giocattolo, e così on.If prodotti che si desidera, si può vendere i nostri prodotti. Se avete tempo, si prega di visitare il nostro sito, Vi preghiamo di guardare la nostra products.We vi darà una risposta soddisfacente. speriamo si possa creare un buon rapporto di cooperazione a lungo e con voi.
questo è il nostro sito web;
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Grazie per la nostra lettura del messaggio, Vi hanno un domani migliore!
Salute!

Sulle pagine di qualche giornale negli ultimi giorni sono apparsi titoli allarmati, che parlavano di sesso tra giovanissimi, adolescenti che si scambiano immagini sul telefonino, ragazzini che passano pomeriggi interi con gli occhi sullo schermo del PC e le mani sotto la scrivania, a visitare siti porno. Niente di male e di strano, mi dicevo, la mia generazione si arrangiava con qualche giornaletto recuperato di straforo dai ragazzi più grandi, le riviste erano già più rare, ma circolavano Le Ore, qualche Playboy, Playmen, qualcuno ricorderà La Coppia e altre più estemporanee. Poi c’era il catalogo PostalMarket a far da surrogato, sezione intimo femminile. La scoperta del sesso oggi è più tecnologica, magari anche più precoce, ma dov’è l’allarme? Dopo qualche riga si parla già di micro-prostituzione con dettagli alquanto impressionanti: cinque euro per una prestazione sessuale nel bagno della scuola oppure in cambio di un ipod; strip davanti alla webcam, scambi tra ragazzi di filmati di amiche che si sono prestate a posare davanti al cellulare, fino ad arrivare alla minaccia di divulgare immagini scabrose, miniricatti, cose così. Chiaro che la questione assume tutto un altro aspetto, che va al di là dell’ipotetico moralismo di ritorno, che una simile situazione potrebbe risvegliare. Non è una questione di sesso, ma di soldi. Il sesso si può comprare, le persone si possono comprare, tutto si può comprare, tutto e tutti hanno un prezzo: è questo il messaggio che si radica nella coscienza degli adolescenti e, una volta che ha fatto presa, sarà difficile estirparlo. Poi, certo, è anche una questione di sesso come valore, di violazione e offerta del corpo, uso che si fa di se stessi, valore che si conferisce alla propria persona. Gli esempi che vengono dal mondo adulto non sono certo edificanti e contribuiscono alla diffusione del modello e non è solo una questione di famiglie assenti e distratte, ma di adulti tutti, che diventano figure di riferimento per i più giovani, in procinto di crearsi una scala di valori su cui fondare coscienza, personalità, esistenza.
Tutto questo mi ha fatto pensare ad un gioco infantile, quello del dottore. Bambini e bambine con la scusa di imitare un mestiere si scoprivano reciprocamente e innocentemente. La prima volta che una bambina me l’ha fatta vedere avevo undici anni. Allora, però, era gratis, oggi mi avrebbe chiesto un lettore MP3.

Tra tutte le ricorrenze di calendario che ci servono da punti di riferimento per tirar le somme della nostra esistenza in termini di tempo e produttività, quella di ferragosto è la meno concreta. Vuoi mettere Natale e Capodanno, con la loro preparazione di mesi, l’impegno che ci si mette per fare in modo che la malinconia non ci prenda la gola e non ci si strozzi col tacchino, il polpettone, il cotechino e i due quintali di lenticchie che mangeremo per tutta la settimana successiva? Se non si fa un bilancio in quelle occasioni, allora quando? Cose fatte, cose non fatte, cose da fare l’anno prossimo, la dieta, la palestra, il nuovo lavoro, il proposito di uscire dalla condizione di single, il tentativo di rivivere finalmente la condizione di single senza troppi danni, ricostruirsi il giro di amici, disfarsi del solito giro di amici, farsi una cultura, visitare un museo alla settimana, andare a tutte le inaugurazioni a cui si è invitati, anche a quelle di arte concettuale, leggere finalmente Guerra e Pace, I Fratelli Karamazov, La Recherche, I Buddenbrook, I Promessi Sposi e trovarli complessi, ma scorrevoli e intriganti, rileggere 2666 di Bolaño in versione integrale nei due volumoni della Adelphi e trovarlo fantasticamente pretenzioso ed esageratamente complicato, farlo sapere a Luciano Comida e provocarlo fino a farlo arrabbiare finalmente, ricominciare da capo Ka di Calasso e non piantarlo dopo 100 pagine anche questa volta; abbonarsi alla stagione sinfonica e frequentare soprattutto i concerti di musica da camera, senza farsi prendere dai soliti istinti omicidi nei confronti del primo violino, ma anche del secondo, della viola e del violoncello, che si vorrebbero vedere pendere dal pannello più alto dell’auditorium come lampadari umani, appesi per il collo con le corde dei loro immondi strumenti, mentre di sotto il flautista riceve la più adeguata punizione, che lascio all’immaginazione di ciascuno, infertagli dal controfagotto; guardare la televisione solo quando c’è veramente qualcosa di interessante che non possiamo assolutamente perdere, evitare telegiornali e sit-com con le risate registrate, censurare Walker Texas Ranger mentre si mangia, ma anche dopo, anzi, cedere il televisore a chi se lo prende, purché se lo porti via e apprendere ciò che avviene nel mondo solo da internet, cazzeggiare meno in rete sui blog e non distrarsi quando si sta lavorando; migliorare il proprio linguaggio, smettere di dire “voglio dire”, “cosa voglio dire”, “comunque”, “assolutamente”, fanculare chi dice “attimino”, “momentino”, cose così, insomma. Ma a Ferragosto cosa ti riprometti? Di non giocare più con le formine o con le biglie in spiaggia perché ormai hai quarantasette (che cazzo di numero!) anni o di tornare al lavoro e mandare sulla forca il tuo capo perché non sopporti più lui e i colleghi, licenziarti e decidere di fare finalmente quello che ti pare: suonare, scrivere, leggere, andare in bicicletta, al cinema, al mare in Liguria a gennaio e in Bretagna a giugno? Eh…vabbe’, ci penso. Intanto la città si sta lentissimamente ripopolando, ma Milano è ancora nostra, forse ce la riporteranno via tra una settimana. Intanto è una goduria qui da soli. Casa e città, Berlin nel lettore CD e la lavatrice che centrifuga.

In fondo l’avvocato Ghedini ha ragione. Se il capo del governo è “l’utilizzatore finale” non ha colpe. D’altra parte, siamo un Paese così: esiste una fortissima domanda di prostituzione e l’offerta è più che adeguata. Non si può dire che non ce ne sia per tutti i gusti, ogni fantasia è opportunamente appagata, da quelle lecite a quelle proibite, ma di facile soddisfazione. Le nuove norme in vigore (Viva la Carfagna, come diceva una vecchia canzone di Nino Ferrer) puniscono chi compra e chi vende, ma non “l’utilizzatore finale”, che non ha contrattato al bordo della strada, non ha richiesto un determinato servizio ad un’agenzia, non ha telefonato all’inserzione AAA Bellissima Formosissima Bambola Bielorussa Bionda Naturale Offresi per ogni servizio anche a domicilio momenti rilassanti garantiti, anche di gruppo con trans, S&M, Fetish, Bondage eccetera, ma, semplicemente, ha aperto la porta di casa ad un conoscente, che gli ha messo, prima in sala da pranzo, poi in salotto, quindi in camera da letto, una tizia, che infine si è resa disponibile a giocare al dottore col Presidente. Che male c’è? Ah be’ sì, si dice che a Villa Certosa le ragazze fossero decine, alcune anche slave. Ma vogliamo formalizzarci anche su questo? Ma ve lo vedete il presidente sulla Padana Superiore o sulla Olbia-Porto Rotondo che carica sul pulmino un plotone di invitate alle sue feste come un Sircana qualsiasi? E diamine, noblesse oblige, stiamo parlando di un un uomo di gusto, un esteta, un ospite che porta i visitatori a mostrare le bellezze della sua villa: l’orto botanico, il laghetto, la piscina, il porticciolo, non un becero puttaniere da bettola del porto. E poi, se qualcuna delle ragazze si ferma per la notte, perdinci, l’ospitalità è sacra, c’è tanto di quello spazio dentro e fuori della villa, che un buco lo si trova certamente, foss’anche il capanno degli attrezzi o il parco dei cactus. Certo, la maggior parte degli italiani non ha una villa Certosa o un Palazzo Grazioli da mostrare ad una squillo, pardon, escort, come la Ford, ma i sedili ribaltabili, un’area di servizio, un motel o un alberghetto ad una stella dove si cambia la biancheria una volta al mese, ma tant’è, l’importante è rappresentare gli italiani, le loro istanze e le loro esigenze. Il prossimo slogan elettorale sarà: più puttane per tutti. Il ministro Tremonti ci darà dentro con la una nuova social card, per chi non si potrà permettere il “servizio in camera”; con il ministro Sacconi provvederà ad un nuovo welfare che preveda forniture di Viagra e Cialis ai più bisognosi, in base a reddito e stato della prostata (ma lo sapete che tre anni fa Tiziana Maiolo, assessore ai servizi sociali di Milano lo propose seriamente?); il ministro Maroni emetterà una circolare per far sbarcare a Lampedusa solo donne e ragazzine e restituire ai libici tutti i maschi, mentre il ministro Brambilla firmerà accordi con Cambogia, Thailandia, Bangladesh, Brasile, Salvador, Colombia, per incrementare gli arrivi di minori da laggiù, invece di costringere gli italiani a spostarsi per il mai troppo deprecato turismo sessuale, una vera barbarie. Questo significa venire incontro ai nostri bisogni! Grazie Presidente di rappresentarci così bene. Meno male che Silvio c’è.