tombinoCon questo nome cimiteriale me l’avevano detto che non avrei fatto molta carriera. Non sembra, ma il nome conta. Si pensi a Colonna: ti fa pensare subito all’epoca classica, templi, palazzi, cattedrali, pagine di storia gloriosa; Porta: e subito “entri” in un ambiente, che rappresenta una novità da scoprire, una festa a cui partecipare, il tuo ingresso è salutato; Strada: i viaggi, i trasporti, d’accordo anche gli incidenti e la vita miserabile, ma almeno si va sempre da qualche parte. Io vivo sulla strada, ma non vado mai da nessuna parte, sempre nello stesso posto, anche se vedo passare di tutto: sopra, sotto, attraverso. Non posso dire che sia una posizione scomoda, questo no, anche riposante per certi versi, c’è di peggio nella vita. E poi so rendermi utile, quando sto bene. Sì, è vero, l’ingordigia è il mio difetto e, quando mi succede di eccedere, creo problemi seri, tanto che deve intervenire qualcuno a “sbloccarmi”, tra le proteste e le lamentele della gente. La stagione peggiore è senza dubbio l’autunno. Tuttavia, in quel periodo, soprattutto a novembre, ho dei parenti che ricevono visite e attenzioni a non finire: c’è chi porta fiori, chi lumini, c’è addirittura chi si mette a pregare accanto a loro, se non sopra. Io resto sempre solo, mai nessuno che mi venga a trovare, a dirmi una parola, a chiedermi “come va?”, mi trattano tutti con i piedi. Tombino mi dovevano chiamare? Almeno Tomba, sarei andato a sciare qualche volta.

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