Archive for settembre, 2012


Annunci

Ahimé, la tragedia si è consumata definitivamente in mia assenza. Ed è stato un massacro. Le violette, complice il gran caldo e la mancanza di piogge, sono secche e accasciate sul terreno. Fanno una tristezza infinita. Le foglie ingiallite, piegate, accartocciate e inerti sembrano vittime sconfitte di una battaglia senza quartiere contro l’inclemenza del tempo. La violacciocca ha subito un destino appena migliore: unica, solitaria nel suo vaso si è inginocchiata al sole cocente, tuttavia sto facendo un tentativo d’urto di abbondante irrigazione, ancorché ritardata, che sembra sortire un discreto effetto. Le foglie in basso, irrimediabilmente perdute, sostengono, con quel che resta del loro fusto, quelle ancora verde pallido, che pare stiano riprendendo vigore.
I due cactus, Godzilla e suo figlio, sono gli unici che, per la loro natura di piante grasse, hanno resistito alla cocente canicola agostana e godono di buona salute. Il sospetto su di loro in relazione alla strage vegetale non è comunque caduto, anche perché in un altro vaso, accanto al cadavere mummificato di una violetta, è apparso dalla terra un terzo cactus. Questo fatto getta una luce ancora più sinistra sull’intera vicenda e fa sorgere il sospetto che violette e cactus in fondo si odino, probabilmente un’antica faida, e la grazia delle delicate piantine fiorite non sia in grado di resistere alla forza bruta del salsicciotto spinoso, che per forma, consistenza e postura assume anche delle connotazioni umane su cui non vorrei soffermarmi oltre. E il trifoglio, direte voi? Non sta bene, lo ammetto, buona parte del cespuglietto è rinsecchita, ma la sommità sembra avere ancora linfa da spendere e, d’altra parte, il cambiamento repentino del clima e l’assenza di minaccia da parte dei cactus nei suoi confronti, non fanno che ben sperare per una sua ripresa. Si vedrà. A questo punto mi aspetto che i cactus occupino l’intero vaso, richiamando da sotto terra i compagni zombie rimasti latenti, per festeggiare la conquista e la vittoria. Purché non mi tengano sveglio la notte, ‘ché voglio dormire e dimenticare la strage delle innocenti.