Archive for febbraio, 2011


E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia. (John Steinbeck, Furore, 1939)

Siamo il popolo, la gente che sopravvive a tutto, nessuno può distruggerci, noi andiamo sempre avanti. (Ma’ Joad, Furore, John Ford, 1940)

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WonderPedia reloaded

Dato che mi hanno scritto per sapere se la voce di Schopenauer sia autentica o meno (ma come si permettono di metterlo in dubbio??!!), ripubblico la mia Wonderpedia illustrata (solo la prima voce) da Gaiezza. Che la cultura sia con voi.

AbelardoAbelardo: filosofo obeso dell’ XI° secolo che deve la sua fama alla ben più celebre nonna (cfr. Abelarda). L’ava, infatti, dotata di forza fisica spropositata, lo aiutò a reggere tesi teologiche altrimenti insostenibili relative all’esistenza dell’Inferno. (Vedi anche Geppo il diavolo) (illustr. by Gaia Bracco)


Adorni Theodore: Corridore ciclista degli anni ’50 e ’60. La prima volta che vinse il giro d’Italia nel 1965 dedicò la vittoria alla scuola di Francoforte e sul podio tenne una lectio magistralis su Kierkegaard: la costruzione dell’estetico.

Altoparlante: dispositivo elettroacustico non utilizzabile da persone di bassa statura. (copyright by Pfd’ac)

Analista: medico specialista in interventi delicatissimi al retto. In senso figurato: truffatore, esperto in raggiri.

Antifonte: figura retorica in voga tra i filosofi nel V° secolo avanti Cristo ad Atene. Derivava dall’uso, da parte dei rètori, di sostare a tenere le proprie lezioni presso la sorgente, affinché potessero dissetarsi quando la secchezza delle fauci impedisse loro di proseguire. Quando qualcuno chiedeva in quale zona dell’agorà si tenesse la lezione del maestro, si rispondeva “Antifonte”, volendo così indicare l’area antistante la fontana. “Dove parla Anassagora?” “Antifonte.” “Ed Euclide dov’é?” “Rettangolo, con Pitagora.”

Armstrong Lance: Primo uomo a mettere piede sulla luna nel 1969 e a orbitare in bicicletta. Vinse tutte le edizioni del Tour de Lune, essendo l’unico partecipante. Nemmeno il cancro riuscì a scalfire la sua voglia di farcela, in compenso la moglie Sheril Crow gli fece a fette il conto in banca. Per risollevarsi dal tracollo finanziario si dipinse la faccia di nero e si diede al jazz con grande successo. Morì di trombosi.

Avicenna: locuzione di radice araba in uso nel medioevo. Quando due filosofi di differenti scuole, diciamo un aristotelico e un agostiniano, si incontravano e iniziavano a dibattere sull’argomento ontologico dell’esistenza di Dio, se la discussione degenerava e si passava a vie di fatto si diceva: “Se le sono date Avicenna di santa ragione”. Nel periodo di maggior fulgore della Serenissima Repubblica di Venezia la locuzione subì una corruzione orto-geografica e divenne Avicenza: “Ostrega, se le sono date Avicensa a due a due finché non son vegnùe dispari, ciò!”

Barcamenarsi: vezzo tipicamente maschile che consiste nel masturbarsi remando. Richiede molta pratica e abilità.

Cabrare: Espressione gergale e violenta in voga tra i piloti delle Frecce Tricolori quando rischiano di scontrarsi in volo per la maldestra manovra di uno di loro: “Ma va a cabrare!”

Canapé: specie di divanetto imbottito di fibre vegetali. In molti paesi quello indiano è illegale.

Eraclito: Locuzione – prendere l’orgasmo femminile con filosofia: “Era-clito, ma pazienza!”

Erikson Erik: famoso allenatore di calcio svedese, ebbe una certa fortuna anche in Italia allenando squadre come Roma, Fiorentina, Sampdoria, Lazio. Attualmente è commissario tecnico della nazionale inglese. Sua caratteristica è preparare i giocatori psicologicamente facendoli sdraiare su un divano e chiedendo loro di raccontare la propria infanzia al telefonino di una specifica marca.

Golf: Sport d’elite per individui freddolosi.

Gubbio: ridente cittadina dell’Umbria dove tutti sembrano avere un’aria interrogativa e pensosa, tanto che è diventata proverbiale ed entrata nel linguaggio corrente: “Ehi, perché quell’aria gubbiosa?” “Non so scegliere se andare in vacanza al mare o in montagna.”

Kibbutz: tipica espressione delle massaie di Alberobello quando sentono bussare alla porta del trullo: Kibbutz? (copyright by Paolo Villaggio)

Marx Eddie: rivoluzionario ciclista, teorizzava la dittatura del gregariato e la presa di possesso dei mezzi di produzione di testosterone, epo e altre sostanze dopanti. Al Giro d’Italia del 1969 sul Passo dello Stelvio fu accusato di attività controrivoluzionarie per essersi appropriato di una fiala di polenta taragna liofilizzata e costretto all’autocritica dal comitato centrale. Fu mandato in campo di rieducazione e i suoi testi definitivamente censurati.

Menopausa: intervallo tra una menata e l’altra. “Ieri mia moglie è entrata in menopausa e oggi, finalmente, posso andare a pescare con gli amici senza sentir brontolare.”

Mosè Francesco: Sant’uomo con la passione del pedale. Si allenava nel deserto e in montagna. Un giorno scese dal Pordoi con due tavole di marmo sulle spalle. Amava attraversare in bicicletta ampi corsi d’acqua. Un giorno tentò, durante una gara ad inseguimento con la squadra egiziana, di guadare il Mar Rosso. I compagni, che si erano fermati sulla spiaggia di Sharm el Sheik per un drink, lo videro scomparire tra i flutti. (con la collaborazione di Sandrø)

Paleotettonica: dicesi di donna formosa in là con gli anni.

Paparazzo: il nuovo mezzo di trasporto dell’inquilino di San Pietro in fase di approntamento nelle officine vaticane. Viaggerà a velocità ultrasonica e arriverà a destinazione in un amen.

Papavero: pianta floreale tipica dei giardini vaticani. All’epoca delle guerre di religione ebbe grande diffusione nella Francia meeridionale, ad Avignone in particolare. Sembra che l’estratto dal fiore, detto papaverina, rafforzasse l’autostima di chi l’assumeva, fino ad arrivare a credersi il pontefice. In seguito fu usata per altri scopi meno spirituali.

Pene: sofferenze morali e materiali tipicamente maschili.

Penicillo: maschio poco dotato.

Penicillina: transgeder poco dotato/a

Plotino: fratello minore di Platone. Era afflitto da un grave complesso di inferiorità che lo portò a teorizzare la famosa tesi del “non sono importanti le dimensioni, ma la tecnica”. Morì cieco.

Schopenhauer: Musicista-filosofo prussiano, famoso per il pessimismo che pervadeva le sue composizioni per pianoforte (I famosi Notturni di Schopenhauer), tanto da spingerlo a chiudersi violentemente il coperchio dello strumento sulle dita.

Scimunito: (zool.) specie animale dotata di arti atti a scivolare sulla neve. Non particolarmente intelligente ama scendere dai pendî in mezzo a branchi pascolanti, provocando scompiglio e violenti scontri! (copyright by Sandrø)

Scripofilia: malattia venerea che si contrae attraverso rapporti sessuali con anziani agenti di borsa ormai in pensione e su letti di titoli fuori corso. Non è così rara come si possa pensare e si cura esclusivamente con terapie d’urto: investimenti azzardati in obbligazioni Cirio, Parmalat et similia.

Siderografia: esame diagnostico relativo alla consistenza dei glutei, prima di un eventuale intervento di liposuzione. “Sai, ho dovuto fare una siderografia prima di sottopormi alla liposuzione per verificare quanta massa adiposa potevo permettermi di asportare.”

Siderurgico: si dice di intervento in anestesia locale alle emorroidi. “Non ne potevo più, ho fatto un intervento siderurgico e ora mi ci passa di tutto e non sento niente.”

Tamarindo: gerundio di tamarro

Timballo: pietanza da consumarsi danzando, mentre si parla al cellulare.

Trifasico: dicesi di persona afasica che improvvisamente riacquista la favella, ma ripete le cose sempre tre volte.

Sono orgoglioso di essere cittadino di un Paese

che indaga sul Presidente del Consiglio.

Firmato: Il Presidente del Consiglio (di Israele, Ehud Olmert)

Una volta tanto il cronico ritardo nella consegna della corrispondenza da parte delle nostre beneamate Poste Italiane, le quali, invece di vendere libri, dischi e condizionatori d’aria potrebbero prodigarsi in quello che il nome lascerebbe intuire, nasconde una virtù: quello di smascherare la malafede e la ciarlataneria dei nostri politici.
Carmine Abagnale, un carneade che ha avuto la ventura di farsi inserire in qualche lista fortunosamente estratta alle ultime elezioni comunali di Milano e, per questo, è stato premiato con la presidenza della Commissione Sport e Tempo Libero e con la vicepresidenza delle Commissioni Sicurezza – Lavori Pubblici – Servizi Civici (come farà a seguire tutte queste cose solo Dio lo sa e l’Ufficio Personale del Comune che gli paga lo stipendio con i soldi dei contribuenti) ha scritto una lettera “natalizia” a mia madre, che è stata recapitata solo oggi. Certo, non è colpa dell’Abagnale, ma quello che scrive è un capolavoro di retorica retriva, “luogocomunismo”, ignoranza di ortografia e sintassi e palese malafede, considerate le imminenti elezioni. Sentite un po’:

Gentilissima (sarebbe mia madre),

le festività natalizie racchiudono in sé un che di speciale che induce alla riflessione ed al ricordo (due “che” in quattro parole la dicono lunga sugli studi fatti dal suddetto).
Anche Tu come me sei campano (a parte il Tu maiuscolo e fin troppo confidenziale, ma mia madre, casomai, è campana, a meno che l’Abagnale non volesse essere frainteso tacciando mia madre di fare dindondan ogni volta che apre bocca), anche Tu (e dai) come me vivi lontano dal Paese in cui sei nato (ma quale Paese maiuscolo? Mia madre è nata, non nato, in Italia, quindi non è lontana dal Paese, casomai dalla città, cioè Napoli) e – più che mai in questi giorni – i colori, i sapori ed i suoni del Natale dell’infanzia fanno da cornice al clima di gioia che l’Avvento del Bambinello introduce (introduce????) nei nostri cuori (cos’è, una valvola cardiaca? Abagnale, mia madre il Natale dell’infanzia se lo ricorda solo a Milano, dov’è arrivata che non aveva neanche 5 anni!).

Questa lettera di auguri è speciale (???), perché le nostre comuni radici affondano in Campania (sì, affondano è il caso di dirlo, come l’italiano che non hai studiato) (sono nato e cresciuto a Sant’Antonio Abate -NA -) (anche lì ci sarà pure stata una scuola, che non hai frequentato)

Il destino mi ha concesso di diventare Consigliere del Comune di Milano (Ma quale destino? Non ti sei presentato alle elezioni? Non hai fatto una campagna elettorale? Ti sei svegliato una mattina e ti sei trovato consigliere? Non è che hai convinto qualcuno a votarti?) ed in questa veste non dimentico né la mia terra, né chi come me ha sperimentato sulla sua pelle (qui la retorica s’impenna) la difficoltà di inserirsi in una città nuova, accogliente e generosa sì, ma pur sempre “altra” dal luogo in cui siamo nati (una prosa degna del Verga, Abagnale è il verista del XXI° secolo).

La Campania, la Nostra terra, vive in noi e ci unisce. Ci fa comunità nella comunità (che palle!). Sembra scontato ma non lo è (la punteggiatura è un’opinione) dire che l’amicizia accorcia le distanze, fa sentire a casa anche quando si è lontani (Abagnale, ribadisco, mia madre neanche se la ricorda Napoli e poi è venuta a Milano, non è emigrata in Australia, siamo nel 2011, Napoli-Milano si fa in quattro ore col Frecciarossa).

Per questo, insieme ad un gruppo (Abagnale, si dice “assieme a” o “insieme con”, “insieme a” è un errore) di amici, ho costituito l’associazione Napoli a Milano (www.napoliamilano.it) (Abagnale, adesso collego il computer a mia madre 93enne, così si fa una bella navigata in internet e ti viene a trovare, mentre si legge un pdf con le istruzioni per costruirsi un bel sito web 2.0 in php) per rivivere e far rivivere le emozioni e le tradizioni della nostra beneamata terra anche a chi, per necessità, l’ha dovuta lasciare.

(Adesso viene la parte migliore)
Comunque mi riprometto che (che?), trascorso (trascorso???) le festività natalizie, di (di? che? di? trascorso? aiutoooo, è il marasma grammaticale!!!) organizzare il primo raduno dei campani residenti a Milano. Sarà mia cura comunicarti la data, il luogo e le modalità di partecipazione (Abagnale, può darsi che sia colpa delle poste Italiane, ma le festività sono trascorse da un pezzo, ma del raduno non si è ancora sentito un cenno. Non è che stai aspettando di arrivare sotto elezioni?)

Sappi che in me Tu troverai sempre un Amico (la disinvoltura nell’uso delle maiuscole delle minuscole è direttamente proporzionale alla fantasia linguistica) pronto ad ascoltare, consigliare e condividere gioie e dolori.

Io ed i miei collaboratori, per quanto riguarda l’attività di Consigliere Comunale, siamo e restiamo a Tua disposizione. (Ah sì? Abagnale, sei consigliere comunale dal 2006, chi ti ha mai visto quei intorno? da dove sbuchi nel 2011?)

A Te (e basta con ‘sta confidenza e piaggeria!) e a tutta la Tua famiglia giungano graditi (decidiamo noi se sono graditi o no) i miei migliori auguri (perché, ne hai anche di peggiori?) di Buon Natale e di un prospero Anno Nuovo.

con amicizia (conosci il detto sugli amici e sui nemici?)

Carmine Abagnale