palin_bikiniSe la guardate bene sembra il ministro Gelmini modificata col genoma di Larussa. D’altra parte non potrebbe essere diversamente in un Paese di pistoleri come gli Stati Uniti. L’hanno fatta governatore dell’Alaska in modo da togliersela dai piedi e se la ritrovano costantemente in mezzo alle cronache televisive, mondane, cinematografiche, ambientaliste e, incredibilmente, politiche, visto che è stata candidata alla vice-presidenza: una Cheney con tette e palle. Un eco-mostro, insomma. Personalmente sono contro la caccia, trovo infantile sparare agli animali per divertimento, anche se lo facevo da piccolo (appunto), ma mi limitavo alle lucertole. Se proprio da adulto vuoi mettere alla prova la tua mira su un bersaglio in movimento vai al Luna Park o ti iscrivi al PD: lì sono abilissimi ad impallinarsi a vicenda. Comunque, mi dicono che esista un’etica anche nella caccia. L’animale deve avere sempre una possibilità di salvezza. Lo dice anche De Niro ne Il Cacciatore, che nella versione originale è Il Cacciatore di Cervi (The Deerhunter). La preda va uccisa con un solo colpo. Se non la centri col primo non puoi riprovarci, è eticamente riprovevole. A guardar bene è un’etica ben strana, perché il cervo non ha la stessa possibilità di incornarti né al primo né al secondo colpo. Fosse un giaguaro, capirei, persino un toro, restando tra i cornuti ungulati, ma un cervo. Epperò la tesi sostenuta dal regista Michael Cimino, tanto che, nel film, De Niro sopravvive all’inferno del Vietnam e Walken no. Ma qui non siamo in Vietnam negli anni settanta, ma in Alaska nel 2010 e nel mirino non ci sono i “musi gialli” o “Charlie”, ma un caribù, parente di alci e renne (tra l’altro in periodo natalizio, prendere di mira le renne non porta buono), dalla carne abbastanza gustosa, anche se non valgono un culatello o un crudo di San Daniele. Ma tant’è, cosa volete che ne sappia di San Daniele la candidata in mimetica, cresciuta a patatine e hamburger di MacDonald? Però, torniamo alla scena mostrata in televisione: si vede la sciagurata sdraiata a terra, assieme ad un gruppo di svitati come lei, tra cui suo padre (chissà se avrebbe voluto un figlio maschio e gli è nata quella strana creatura che non si aspettava?), che punta la carabina di precisione, con tanto di cannocchiale, verso l’animale, che viene centrato dalla telecamera, ma non dal proiettile dell’energumena. Ora, il caribù deve essere uno di quelli ingenui e rancorosi ex comunisti, che si sono iscritti a Forza Italia nel ’94, perché Berlusconi è un imprenditore con tante idee in testa (ne ha così tante che non c’è posto per i capelli) e farà solo del bene all’Italia, contro la vecchia politica partitocratica e succube delle nomenklature dettate da Mosca. E infatti,  il quadrupede senza più falce e martello non scappa dopo il primo colpo (la caduta del primo governo), nemmeno dopo il secondo (la prima legge ad personam), neppure dopo il terzo (l’ennesimo scandalo minorenni). Il montaggio televisivo non ci mostra quanti proiettili abbia sparato la novella squinternata Diana (speriamo in WikiLeaks), né se venga presa da  crisi isterica dopo che i compagni hanno cominciato a sbellicarsi dalle risate. Non sappiamo se il colpo fatale sia effettivamente sparato dalla virago venuta dal freddo, ma la telecamera testimonia il tragico evento: il caribù ex marxista è finalmente abbattuto. Quando balza sulla preda esanime sembra la finta cronista della pubblicità delle caramelle allo xilitolo, dopo che ha narcotizzato il giovanotto finlandese per mostrarne la dentatura. Ha lo stesso sguardo fra il trionfante e il sadico. “Che bella sensazione portare a termine una missione” — afferma. Son soddisfazioni. L’alaskana dagli occhiali di ghiaccio non si lascia intimidire dalle critiche degli animalisti: “Ipocriti! Non avete mai mangiato una bistecca o calzato scarpe di pelle?” Come darle torto? Allora adesso la vorremmo vedere scuoiare e macellare l’animale, trarne bistecche e pellame, insaccati e tomaie, perché il sospetto è che si tratti solo di mera propaganda ai danni di un povero caribù ex sovietico  pentito e disperso (si sa, Alaska e Siberia sono separate solo dallo Stretto di Bering), finito per sbaglio tra pallottole e spot pubblicitari in prime time. Salviamolo. Non usava lo xilitolo.

Annunci