califanoRicordo un dibattito che condussi in radio quando l’attrice Alida Valli chiese l’intervento dello Stato attraverso il Fondo Bacchelli. Si scatenarono i soliti moralisti per dire che chi sperpera le proprie cospicue sostanze non ha diritto di chiedere aiuto alla comunità. Ora anche Franco Califano chiede di essere aiutato. È ancora peggio, perché se Alida Valli è stata una diva del cinema “senza macchia”, il “califfo” di macchie ne ha parecchie, delle enormi patacche morali fatte di vita dissoluta, donne in quantità “usa e getta”, macchine costose, case, alberghi, night-club, una “dolce vita” durata decenni e sventolata come un vessillo, uno stile di vita, un modello, che molti hanno invidiato e altrettanti criticato. Lui stesso, a 72 anni, ora che è quasi infermo dopo essersi rotto tre vertebre cadendo dalle scale, asserisce di avere sperperato miliardi, ma già lo sapevamo. Resta il fatto che si tratta di un artista e questo, per me, fa la differenza. Come nel caso di Alida Valli, quando dissi che i suoi film avevano regalato sogni a milioni di italiani e non solo, e ora quei sogni andavano in qualche modo ripagati, ora mi sento di affermare che Califano va aiutato perché è un artista. Il problema da diversi anni a questa parte è che il termine “artista” è abusato. Oggi, chiunque sia illuminato da un riflettore e/o ripreso da una telecamera è un artista. Non è così. L’artista si vede nel tempo, nella qualità delle sue opere, nella quantità, nel seguito che riesce ad ottenere, nella durata del consenso. Spesso gli artisti non hanno la fortuna di essere considerati tali da vivi, tanto è difficile individuarne i contorni. Califano ha avuto la fortuna di essere considerato artista a tutti gli effetti da vivo. Personalmente non mi piacciono le sue canzoni, non andrei a vedere un suo spettacolo, è una forma d’arte, la sua, che non mi interessa, ma non andrei a vedere neppure un concerto di Battiato, ciò non toglie che anche Battiato sia un artista. Il modello che incarna Califano come persona è lontano anni-luce da quelli che considero i miei modelli. Non è questo il problema, il gusto personale non c’entra. Califano è un artista e, a mio modo di vedere, l’artista va protetto dalla comunità come fa il WWF col panda. Io capisco che il pensionato che non arriva alla fine del mese si può indignare se concedono il vitalizio a Califano, ma non è colpa di Califano, caso mai dello Stato che non eroga pensioni decenti. L’artista, per sua natura, è una persona che spesso non sa gestire se stesso e non è un caso che il Fondo Bacchelli sia concesso agli artisti caduti in disgrazia, perché, è evidente, il caso si presenta spesso. Tuttavia, l’artista lascia dietro di sé un patrimonio che diventa della comunità, dell’umanità, è qualcosa che travalica le generazioni, i secoli, i millenni, diventa qualcosa di impagabile. Perciò sono convinto che, quando un artista si trova in difficoltà, e Califano è un artista probabilmente in difficoltà, bisogna superare la “persona” e aiutare l’artista, perché se lo merita, perché ci ha regalato sogni ed emozioni, che le persone “normali” non sono in grado di farci provare. Gli artisti sono patrimonio dell’umanità e se vogliamo dare prova di non essere il Paese in rovina che lascia degradare il suo patrimonio artistico-culturale, dobbiamo proteggere i nostri artisti. Oltre che aumentare le pensioni, naturalmente.

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