Archive for ottobre, 2010


Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:
1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.
2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.
3° giorno: prime difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa … è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli là; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra.
4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.
5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!
6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara d’Urso che intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?'”
dal 7° al 30° giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile.
Dopo un mese, i minatori escono per i fatti loro dalla miniera, scavando cunicoli con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario.
Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!!!

Grazie a Paolo per l’invio!

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Ieri sera a Milano è stato presentato il film Ladies & Gentlemen, The Rolling Stones, testimonianza del loro tour americano del 1972 per promuovere l’uscita di Exile On Main Street. Il film uscì per pochissimo tempo nel 1974 e fu uno choc, sia per i fans degli Stones, che mai avevano visto la loro band preferita a questo livello, sia per gli appassionati di rock ‘n’n roll (perché solo di questo si tratta, Only rock ‘n’ roll), investiti da una potente sferzata di energia.
Era il primo tour dopo la tragica esperienza di Altamont e diede il via ai megaspettacoli che durano ancora oggi.
Un grande fllm con gli Stones al top, con tanto di sezione fiati e Nicky Hopkins al piano, ma anche Ian Stewart, secondo i titoli di coda, in veste di ghost pianist (boh!). Keith forse suona meglio adesso, ma Mick Taylor era una spanna sopra Ron Wood.  Suoni di chitarra rozzi e graffianti, lontani anni luce da quelli levigati e compressi che si usano oggi.
Mick Jagger si muoveva sul palco in modo a volte grottesco, ma era fantastico, i brillantini ai lati degli occhi e l’ombretto dei due Mick era fenomenale. Era l’inizio del glam-rock. Mick Tayolr aveva anche il rimmel sulle ciglia, secondo me e faceva molto Rocky Horror.
Love in vain un’emozione infinita, Dead Flowers con i coretti di Keith da brivido e Midnight Rambler a velocità supersonica con la parte centrale, un blues al calor bianco, commovente, Rip This Joint puro rock ‘n’ roll a 18 carati.
Unici nei: il suono impastato, per cui i soli di Mick Taylor erano penalizzati e l’intervista iniziale a Jagger senza sottotitoli, con la pronuncia di Mick davvero impossibile (ma parlasse inglese una volta tanto!).
Unica nota comica: Jagger oggi sembra mia nonna.
Comunque un bello spettacolo. Uno di quei film che, quando non c’erano le multisala e potevi stare dentro quanto volevi, avresti rivisto almeno due volte. Chi è di Milano si ricorderà i cinema Leonardo, Abanella, Giada, Argentina etc etc.
Oggi esce in DVD, ma non sarà come al cinema.

Ci sono strani posti nel mondo in cui uomini con la barba decidono che altri uomini e altre donne devono assumere condotte specifiche: non possono andare dove vogliono, non possono vedere chi vogliono, non possono amare chi vogliono, non possono fare la musica che vogliono, non possono ascoltare la musica che vogliono, non possono credere in ciò che vogliono. Ci sono strani posti nel mondo in cui donne e uomini senza barba decidono che altri uomini e altre donne, abitanti altrove, devono liberarsi di chi li governa e per meglio persuaderli scaricano loro addosso tonnellate di bombe, di modo che costoro si ritrovano in mezzo tra chi reagisce con veemenza, perché non se ne vuole andare, e chi la frustrazione, per non riuscire nell’intento, rende sempre più violento e devastante. Ci strani sono strani posti nel mondo in cui uomini senza barba chiamano missioni di pace le guerre e caricano gli aerei di bombe per pacificare le popolazioni con la barba e i territori in cui abitano. Ci sono strani posti nel mondo in cui basta avere gli occhi mandorla, scrivere una lettera e farla firmare ai propri connazionali, perché altri uomini con gli occhi a mandorla ti sbattano in galera per 11 anni. Ci sono strani posti nel mondo in cui, per avere scritto una lettera e averla fatta firmare ai propri connazionali con gli occhi mandorla, altri uomini senza occhi a mandorla ti assegnino un premio. Ci sono strani posti nel mondo in cui per avere vinto un premio, e non per avere gli occhi a mandorla, si è puniti severamente. Ci strani sono posti nel mondo in cui essere moglie di chi con gli occhi a mandorla ha vinto un premio è un delitto, da scontare con la privazione della libertà personale. Ci sono strani posti nel mondo in cui il principio del potere economico prevale su qualsiasi altro principio umanitario e se si vuole salvaguardare il primo, e non si hanno gli occhi a mandorla, è bene non fare domande sul secondo, soprattutto se l’interlocutore ha gli occhi a mandorla e le tasche piene di dollari. Ci sono strani posti nel mondo in cui si viene uccisi in nome dalla legge. Ci sono strani posti nel mondo in cui, per ostacolare una manifestazione gay, si sventolano simboli cristiani mulinando contemporaneamente bastoni e randelli. Ci sono strani posti nel mondo in cui, tra le tante persone che ogni mattina escono per andare a lavorare, tre non torneranno a casa vive. Ci sono strani posti nel mondo in cui un ragazzo fermato dalla polizia per un controllo viene pestato a morte e dopo cinque anni risarcito, perché si è un po’ esagerato con l’uso della forza. Ci sono strani posti nel mondo in cui si viene riempiti di botte per avere investito un cane. Ci sono strani posti nel mondo in cui non si viene riempiti di botte per avere investito un ragazzo. Ci sono strani posti nel mondo in cui si dice ad una madre in diretta televisiva: guardi suo cognato ha appena confessato di avere ammazzato e violentato sua figlia di quindici anni e di averla gettata in un pozzo. Ci sono strani posti nel mondo, per fortuna, in cui, nonostante tutto ciò, si riesce ancora ad avere una parvenza di libertà e democrazia. Teniamocela cara e conserviamola come una cosa preziosa, prima che ci cresca la barba, ci vengano gli occhi a mandorla, si sia presi a colpi di crocifisso, ci fermi la polizia, qualcuno ci investa, non si torni dal lavoro o si finisca in televisione.

180904032-5f80e1c0-711d-413f-a67e-92df1fe1952aPensavo: Berlusconi va a trovare Putin in occasione del suo compleanno. Potrebbe telefonargli, mandargli un biglietto, una mail, un regalo e invece ci va di persona. Strano, mi dicevo, nonostante le fanfaronate il premier ha un’età, acciacchi, politici e familiari, due divorzi in una botta sola, da Veronica e Gianfranco. Inoltre, quello di Vladimirovic è un compleanno come un altro, sono 58, non una cifra tonda.
Poi ho visto il calendario che hanno regalato a Putin: se questo è il regalo presentabile, posso solo immaginare quali siano gli altri e come si svolgerà la festa privata in dacia. Ecco spiegata la presenza del nostro primo ministro. Ci voleva così poco.

Come sapete sto cercando per quanto possibile di portare in giro il mio libro, visto che l’ho fatto senza gambe (anche se per per qualcuno è scritto con i piedi) e non cammina da solo. Mi sto rivolgendo in particolare alle biblioteche, luogo di lettura per antonomasia (ma anche anastasia, malesia, polinesia, tiresia, persia, lipsia e poésia) e, ultimamente, pare, più frequentate di un tempo. I responsabili non sono sempre incoraggianti: sa, mi dicono alcuni, alle presentazioni non vengono in tanti, non so se vale la pena. Capisco, rispondo, ma proviamoci ugualmente, faccio propaganda io, fate propaganda voi, dieci persone riusciamo ad attirarle nella sala, poi liberiamo i doberman e chi tenta di uscire prima della fine senza comprare il libro si ritrova le zanne nel polpaccio. Va bene, mi rispondono, soprattutto quelli col gusto del macabro (per via dei doberman, non del libro, che macabro non è, tranne per pochissime pagine), ma c’è un problema. Quale? chiedo. Non possiamo comprare il suo libro per limiti burocratici. In che senso? Compriamo solo da grossista. Va be’, ve lo regalo, lo davo per scontato. In altri casi i limiti sono economici. La legge finanziaria ha tagliato ulteriormente i fondi alla cultura e questo influisce anche sulla gestione delle biblioteche comunali. Gli enti locali ricevono meno soldi dallo Stato, non hanno il coraggio di applicare nuove tasse comunali (aumentano quelle esistenti, ma di poco e silenziosa(mente), soprattutto sotto elezioni) e si ritrovano a tagliare dove è possibile, in particolare in quei settori che fanno poco rumore: le biblioteche.  A Milano, ma soprattutto in provincia, continuo a sentire il solito ritornello: abbiamo ridotto tutte le attività extra, che significa, teniamo aperto solo le ore indispensabili alla consultazione dei libri e per il prestito, poi chiudiamo il più in fretta possibile per evitare di pagare gli straordinari; anzi, abbiamo ridotto anche l’orario di apertura per pagare meno ancora luce, telefono e dipendenti. Così, il luogo di lettura per antonomasia ( e per anastasia eccetera) diventa un ufficio pubblico come tutti gli altri, dove ad un certo punto lo sportello si chiude e tanti saluti alla cultura. Ora, affiancare il mio libro alla cultura è uno sforzo che un pigro come me non se la sente di fare (hai voglia a spingere, non ci passa!), ma penso anche ad altri autori che cercano di farsi largo tra le pagine e ai potenziali lettori, che hanno voglia di frequentare un luogo piacevole e tranquillo come la biblioteca di zona, caldo d’inverno e fresco d’estate (finché funziona la climatizzazione) e ne vengono allontanati.

Oggetto: Avete ottenuto un massaggio

Ciao il mio più caro amico.

Il mio piacere di incontrarmi con voi, e come stai oggi?
Il mio nome è Amina Omar Nkaje, single ragazza di 23 anni, un corso semplice, onesto, premuroso, gentile, umile, amorevole, calmo e la ricerca di una persona matura, con senso di umorismo e di amore, anzi visto come un modo di divertimento, ho visto il tuo profilo sul sito durante la navigazione e ha deciso di contattare l’utente. Io ci piace essere amici. Vi prego di contattarmi con l’indirizzo di posta elettronica sopra, vorrei dettagli più su di me a voi su la mia risposta successiva di troppo. spero di ricevere al più presto, e buona giornata.

Cordiali saluti.
Amina