papere3Credo fermamente al caso. Una coincicidenza è una coincidenza. Due coincidenze sono due coincidenze. Tre coincidenze, a seconda dei casi, sono un gran culo o una sfiga gigantesca. Avevo pensato: vado in vacanza. Dove? In montagna, al fresco. Sì, ma solo terra e roccia, senza un po’ d’acqua? Ci vuole un fiume o un lago. Escludo il fiume, che si ingrossa e si porta via tutto e decido per il lago. Avevo letto del lago di Molveno: spiaggie e foreste. Non sarà troppo turistico? Non ci sarà troppa gente? Quando parlano di una località su un giornale poi ci vanno tutti. Chiedo qualche informazione e resto in dubbio, anche perché cominciano a farmi storie per i gatti: ma dove li tiene? nella gabbietta? e se sporcano? e se si mangiano le tende? e se graffiano i mobili? Ma se dite che gli animali sono benvenuti, perché poi ve la menate tanto? Preferireste che portassi un pitone, che si mangia solo topolini vivi e lascia stare tende e mobili?. Poi mi viene in mente una vecchia trasmissione che facevamo in radio con due finti vecchietti ricoverati in una casa di riposo immaginaria a Castell’Arquato (in seguito ho scoperto che esiste davvero): Pedro della Val di Ledro e Ramon della Val di Non. In Val di Non c’ero già stato anni fa, quindi opto per la Val di Ledro. Anche qui c’è un bellissimo laghetto, piccolo, pulito, ben frequentato, fresco, ma non troppo e se lo dico io, che sono freddoloso di natura, potete crederci. La prima settimana è stata più piovosa che soleggiata, la seconda, che sta terminando, è andata meglio. Ieri ho letto che a Molveno una tromba d’aria si è portata via qualche tetto, un campeggio, ha sradicato alberi e cespugliame vario. Qui in Val di Ledro non c’è stato nemmeno un clarinetto. In compenso ho mangiato bene, dormito, letto, riposato, preso il sole e il fresco, goduto di bei panorami, qualche passeggiata, ho visitato il bellissimo Museo della Guerra di Rovereto, compresa una mostra sulla propaganda di guerra – Parole come Armi – corredata di un bel catalogo che ho acquistato; ho visitato Riva del Garda e una piccola libreria, Arco di Trento e il bellissimo Arboreto, con tanto di sequoia e cedri giganteschi. Fossi andato a Molveno, sarei rimasto “trombato”, anche se d’aria. Stavo facendo una scelta sbagliata di impulso, ci ho pensato e ne ho fatta un’altra migliore. Ora, sarà pur vero che le scelte istintive sono spesso quelle giuste, ma solo nel vuoto pneumatico, dove non intervengono variabili come il tempo, ad esempio o un incontro sbagliato, un albergo poco ospitale, un guasto o altro ancora. Sempre meglio pensarci su.

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