Archive for giugno, 2009


GERMANY-DANCE-PINA BAUSCH-FILES

Annunci

esterne291242562906124332_big1Sono abbacinato da una tale novità. Come è possibile che non si sia pensato prima ad una simile innovazione, che rappresenta, ne sono certo, la vera svolta per l’umanità del XXI° secolo. Il mondo non sarà più come prima.

Non riesco a capacitarmene: se scrivo qualcosa a schermo, una pagina di racconto, un articolo, un passo un po’ più lungo del solito post, per avere una visione obiettiva di forma e contenuto, ho bisogno di stamparlo e leggerlo su carta. Solo a quel punto comincio a trovare imperfezioni, dettagli da correggere e periodi da tagliare. Perché devo sprecare cellulosa, toner, corrente elettrica, riscaldare il pianeta, per leggermi?

[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/kVCqPAzI-JY" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

Se ha funzionato con i segregazionisti americani cinquant’anni fa, può funzionare oggi con i burocrati teocratici iraniani.

michael-jacksonC’è chi dice che i grandi artisti siano tutti un po’ malati, in senso lato. Sicuramente la creatività artistica nasce spesso da un disagio, più o meno profondo, che costringe l’artista ad esprimerlo con i mezzi che conosce e padroneggia meglio. E’ anche per questo che tante volte le opere che ci lasciano sono estremamente migliori delle tracce biografiche. D’altra parte, tutti gli uomini cercano di dare il meglio di sé in determinate circostanze, sperando che serva a far trascurare tutto il resto. Gli artisti dovrebbero essere giudicati solo dalle opere e Michael Jackson di grandi opere ne ha lasciate almeno due, i dischi centrali del suo periodo più fecondo: Thriller e Bad. Basterebbero queste a farlo passare alla storia, oltre alla sua eccezionalità come cantante e ballerino. Prima di Thriller c’era Off The Wall, che fu un discreto prologo dell’imminente successo planetario e dopo Bad, Dangerous, che conteneva, tra le altre, Black Or White, accompagnata da uno dei più innovativi videoclip della storia, con un intenso uso delle prime tecniche computerizzate di elaborazione dell’immagine e un messaggio antirazzista e pacifista di rara efficacia. Conteneva anche una delle più brutte canzoni mai incise – Will You Be There – non per niente oggetto di una causa per plagio intentata da Al Bano.
Tutto il resto è cronaca rosa, nera, giudiziaria.
E una grande tenerezza e tristezza per l’uomo.


“Ma non si può impedirlo?” “E come?” “Coi cani.” “Sì durante lo spettacolo si liberano i doberman e il primo che si alza viene azzannato al polpaccio, gli altri si guarderanno bene dal muoversi. Morderne uno per educarne cento.” “Ma se uno deve andare in bagno?” “Lo deve dimostrare, verrà scortato dal cane fino alla toilette, altrimenti se la tiene fino alla fine.”
Ma con chi ce l’hanno? Ce l’hanno con quei cafoni che, durante lo spettacolo, si alzano e se ne vanno. Lo fanno platealmente, costringendo, tra l’altro, i loro vicini di posto ad alzarsi per farli passare. Pensano di essere a casa loro, dove si possono alzare quando vogliono durante la pubblicità. Perché lo fanno? Perché hanno altro da fare, evidentemente o forse perché si accorgono di non poter cambiare canale. A tanto ci ha ridotto il condizionamento catodico. Ma lo spettacolo era così brutto? No, assolutamente, ma era gratuito e solo per il fatto di non avere pagato il biglietto, questi villani si sentono in diritto di allontanarsi da l loro posto, davanti agli occhi allibiti e sconsolati di chi si sta esibendo e degli altri spettatori, che, invece, vorrebbero godersi in pace lo spettacolo. Una forma di maleducazione che si perpetua ormai da anni alla Milanesiana, la bella rassegna giunta alla decima edizione ideata e organizzata da Elisabetta Sgarbi, inauguratasi lunedì al Teatro dal Verme. Vittima eccellente di questa straordinaria forma di disprezzo per l’arte e il lavoro altrui, niente meno che Juliette Greco, la musa dell’esistenzalismo francese, che popolò le mie fantasie infantili all’epoca di Belfagor, il Fantasma del Louvre, di cui era fascinosissima protagonista. Ora è una signora di ottantun anni dalla voce ancora profonda e ricca di espressione e una teatralità intatta. Ma neppure di fronte a tanto si ferma l’ignoranza e la maleducazione.