Se è vero che la vicenda della mamma, a cui sono stati sottratti i figli a Milano per riportarli in Germania, ha emozionato le coscienze e mobilitato le persone che hanno manifestato ieri a suo favore, è altrettanto vero che la donna ha agito consapevolmente contro la legge tedesca che le vietava di espatriare con i bambini a lei affidati dal tribunale, dopo la separazione dal marito. La mamma ha consapevolmente trasgredito un’ordine del tribunale mettendo di mezzo due bambini di sei e dieci anni, probabilmente senza chiedere il loro parere o, comunque, convincendoli che quella era la cosa giusta da fare. Ora i bambini sono in un istituto in Germania, lontani da entrambi i genitori. Si potrà anche obiettare sulle modalità della presa in consegna dei bimbi da parte delle autorità tedesche, con i carabinieri che li prelevano da scuola prima che arrivi la mamma, ma, altrettanto, se la loro madre fosse restata in Germania i bimbi sarebbero con lei. C’è un’idea diffusa che i bambini siano di proprietà dei genitori, che ne possano fare ciò che vogliono (“sono i miei figli!”), portarli qua e là come oggetti, pacchi postali, bagagli a mano da mettere sopra o sotto un sedile. I bambini sono cittadini, con i loro doveri e diritti, sotto la tutela dei genitori certamente, ma anche delle leggi dello Stato in cui vivono. Leggi che possono anche essere contestate e modificate, ma non forzate usando i bambini come grimaldello. Se il padre è stato considerato inaffidabile e quindi non adatto ad educare i bambini, la madre non si è dimostrata molto responsabile.

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