Archive for novembre, 2008


Ogni giorno in Italia 3-4 persone escono di casa per andare a lavorare e non vi fanno ritorno se non in una bara. E questo si sa.
Si sa un po’ meno che ogni giorno in Italia 14 persone escono di casa e non vi tornano più, perché restano spalmati sull’asfalto o accatorciati nelle lamiere del proprio veicolo, indipendentemente dallo stato di alterazione dovuto ad alcool o altri stupefacenti, anzi, la maggior parte di questi era sobria e perfettamente cosciente di quanto stava facendo, perché solo il 3,1% degli incidenti ha a che fare con droghe e alcool (dati ACI/Istat). Alcuni di essi sono vittime innocenti dell’imprudenza e incoscienza di altri che, solo per il fatto di essere circondati da lastre di metallo, airbag e altri sistemi di sicurezza, avere le mani su un volante e i piedi appoggiati su tre pedali, credono di poter fare coriandoli del codice della strada. Probabilmente è proprio l’illusione di essere invincibili e indistruttibili che cancella la loro coscienza e li fa agire sconsideratamente.
Ieri sera ho quasi fatto parte della quattordicina quotidiana. Caso classico: passaggio pedonale su viale a doppia carreggiata, con spartitraffico in mezzo e rettilineo di qualche centinaio di metri fra un semaforo e l’altro, che favorisce l’alta velocità nonostante il limite di 50; pedoni in attesa di impietosire qualche automobilista sul ciglio della strada appena giù dal marciapiede, timidi tentativi di guadagnare centimetri di asfalto mezzo passo alla volta. Finalmente un accenno di rallentamento. Prima una macchina, poi un’altra, un’altra ancora, un motorino, uno scooter, via che si passa…no! dietro al motorino una potente Alfa frena, scarta sulla sinistra, probabilmente l’autista pensa che attorno a lui siano tutti rincitrulliti a rallentare e frenare. Lui no, lui non è stupido, sa che deve e può passare e ci prova, finché non vede due gambette (le mie) che spuntano da un giaccone impermeabile (il mio), con sopra una volto (il mio) tra lo spaventato e l’incazzato che si avvicina al suo finestrino e gli urla in faccia: PIRLA!
Aveva gli auricolari nelle orecchie il minus habens, ma se non mi ha sentito sarà stato in grado di leggere il labiale: P-I-R-L-A!

captatore.JPGNon sono uno spione, neppure un maniaco, non ascolto le telefonate altrui, non lavoro per agenzie di sicurezza o di investigazioni private. Il captatore telefonico a ventosa mi serve per fare le interviste telefoniche che mi sono utili quando non riesco ad incontrare faccia a faccia le persone che mi interessano. C’è chi è più bravo di me e prende appunti mentre parla, io non ci riesco e registro. Ora, dopo tanti anni di onorato servizio il mio fedele captatore si è rotto, non metaforicamente, e invece di ritrasmettere la voce che capta, si produce in rumori e fruscii inintelligibili. L’unica cosa da fare è procurarsene un altro. Vado alla GBC, glorioso fornitore di materiale elettronico da secoli a Milano, un tempo in via Petrella in un enorme seminterrato dove si trovava di tutto, dalle radioline bibliche in cui Mosé ascoltava le partite di calcio Babilonia/Tiro ai più moderni apparati di ricezione satellitare, oggi in un più modesto negozio sul piano strada in via Tamagno. Chiedo ciò che mi serve e mi guardano come se avessi preteso una radio a galena. Mi propongono l’acquisto di un apparecchio che registra le telefonate e che costa più di quaranta euro, ma rifiuto cortesemente l’offerta: il registratore l’ho già, mi serve un microfono, ma sembra che per registrare una telefonata si debba comprare tutta la compagnia telefonica.
Decido di fare una ricerca su internet – diamine! siamo nell’era dell’informatica – e trovo una ditta che distribuisce questi captatori a Cologno Monzese, la Elcart. Scrivo e, efficientissimi, mi rispondono nel giro di poche ore, informandomi che non possono vendere ai privati, ma mi forniscono l’indirizzo di un negozio a duecento metri da casa mia. Non mi sembra vero. Inforco la bici e mi fiondo al negozio di via Padova 74. È un posto di difficile definizione, perché sembra che vendano di tutto: materiale elettronico, telefonico, elettrico, modellismo, modificano playstation e altro ancora. Una gentile signorina mi chiede cosa desidero, lo illustro, ma subito ricevo una risposta scoraggiante: in prima battuta non capisce di cosa parlo, poi chiede ad un collega che risponde “non li abbiamo più, non li teniamo più”. Spiego che la ditta Elcart mi ha indicato quel negozio come dettagliante per quel prodotto e mi rispondono che allora si può ordinare il pezzo. Bene, guardiamo sul catalogo, lo troviamo, ma c’è un inghippo: bisogna ordinarne minimo cinque (5). Penso: ecchissenefrega, a me ne serve uno, gli altri sono tuoi. Dico: e quindi? Quindi noi gliene vendiamo cinque (5) – mi dice la signorina, che già mi sembra meno gentile.
Ma io ne voglio uno – ribatto.
Ma noi non ne teniamo quattro in magazzino – come se stessimo parlando di oggetti ingombranti come ippopotami.
Quindi è come se io volessi comprare una dozzina di uova e mi vendesero un intero pollaio, perché loro di tante galline non se ne fanno niente? Io sono il cliente, voi il negozio dettagliante, la Elcart è il grossista. I ruoli, nella catena commeciale, sono definiti precisamente, io non devo essere obbligato a comprare l’intera produzione di captatori telefonici se ne ho bisogno di uno solo.
Ma sono prodotti che non vendiamo spesso.
E io cosa c’entro?
Niente, ma è così.
Vabbe’, tanti saluti.
Comunque sappia che se lo vuole gliene possiano ordinare cinque.
Seee, uno lo tengo per me, gli altri quattro li spaccio in via Padova a qualche tossico telefonico.

Lui: Ehi africa, che bell’abbronzatura!

L’altro: Ehi culo pallido, ma quanto sei nano!

…scendere in piazza è antidemocratico…ho dato istruzioni al ministro degli interni per intervenire con le forze dell’ordine nelle scuole….chi occupa sarà denunciato….l’opposizione è bugiarda…il parlamento è troppo lento, si governerà con i decreti…infiltrare il movimento..l’urlo delle sirene delle ambulanze sovrasterà quello di polizia e carabinieri…picchiatori fascisti in piazza Navona…picchiatori fascisti in manifestazione…picchiatori fascisti mandati a punire Federica Sciarelli…Licio Gelli emozionato dall’abbraccio del Duce…per Licio Gelli Berlusconi è l’uomo della provvidenza…per Licio Gelli Berlusconi è l’unico che può portare a termine il piano Rinascita della P2…per Marcello Dell’Utri RAI 3 è deprimente…per Marcello Dell’Utri le facce dei conduttori del TG3 sono gotiche e un po’ dark…per Berlusconi la TV pubblica deve diffondere ottimismo…per Berlusconi gli imprenditori non dovrebbero fare pubblicità sulla TV pubblica…per Berlusconi, Dell’Utri, Gelli, in Italia c’è troppa gente che disturba il loro lavoro…

La mattina del cinque d’agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì

Sotto l’acqua che cadeva al rovescio
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu

O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir

Voi chiamate il campo d’onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì

Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor

Traditori signori ufficiali
Che la guerra l’avete voluta
Scannatori di carne venduta
E rovina della gioventù

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

http://tv.repubblica.it/copertina/andreotti-malore-in-diretta/25879?video