Erano giorni che i lampioni della mia via di sera non funzionavano. Li hanno messi nuovi qualche anno fa e, devo dire, fanno una gran luce. Li hanno messi perché di notte la gente ha paura a percorrere quella strada al buio. Giusto, dico io, di notte è buio, da che mondo è mondo, e gli esseri umani atavicamente hanno paura del buio. Fin da bambini. Poi mi dico: vabbe’, però siamo diventati grandi, non siamo più bambini e nemmeno viviamo nelle caverne o sulle palafitte, non girano i lupi e le altre belve che spuntano da dietro i cespugli, non ci sono più nemmeno i cespugli, che bisogno c’è di illuminare a giorno una strada? Ah già, ci sono i delinquenti, soprattutto stranieri, predatori peggio dei lupi, che ci aspettano dietro le macchine parcheggiate per derubarci, violentarci, scannarci. Già, ma quelli ci sono anche di giorno, ovunque, per strada e nelle piazze, persino in banca, sotto forma di funzionario zelante che ci vende i bond taroccati con il beneplacito del direttore, della Banca d’Italia e del consorzio Patti Chiari. Ma tant’è. Mi dicono che devo avere paura e io, da bravo cittadino rispettoso delle istituzioni, mi sforzo e ho paura.
Ora, si dà il caso che nella mia via abiti anche il vicesindaco, nonché Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Riccardo De Corato, un politico di lungo corso che, quando era all’opposizione – e c’è stato per moltissimi anni – faceva puntualmente le pulci alle giunte rosse, rosa e rosso-verdi degli anni ottanta, con una meticolosità quasi eroica. Da quando è diventato vice-sindaco, da una decina d’anni, è diventato nervoso, non gli puoi dire nulla che subito si arrabbia, anche perché ora le pulci le fanno a lui. Decorato ha fatto dell’illuminazione notturna una bandiera della sicurezza, vederci di notte come di giorno ti mette al riparo da qualunque pericolo. Peccato che di giorno qualcuno che ti dà una mano per strada lo trovi, di notte, luce o non luce, non c’è un cane. Per forza, tutti i bravi cittadini sono chiusi in casa come da ordinanza e chi è in giro o è stupido o è un delinquente. Dicevo dei lampioni: erano spenti da giorni. Poi, martedì, la luce fu. Forse su interessamento del vicesindaco che si è affacciato improvvisamente alla finestra e si è accorto dell’atmosfera tenebrosa, i tecnici, gli elettricisti, i cambia-lampadine, si sono affrettati a ripristinare l’illuminazione. E allora festa grande nel quartiere, finalmente con la luce si sarebbe potuto tornare fuori, ritrovarsi in piazza, fare le ore piccole, raccontarsela, rievocare i bei tempi andati quando si poteva uscire a qualsiasi ora del giorno e della notte relativamente sicuri, bastava non capitare in mezzo ad una sparatoria tra bande rivali o durante un’azione terroristica o uno scontro fra studenti e polizia, ma per il resto era una vita felice. Si sarebbe potuto, infatti, ma, non si è vista un’anima in giro, neanche con la luce dei lampioni. D’altra parte, ieri sera i lampioni si sono spenti di nuovo, malgrado il vicesindaco. Si vede che le lampadine non erano di buona qualità, saranno state cinesi di sicuro, taroccate e inaffidabili. Ora aspettiamo che l’Assessore alla Sicurezza si affacci di nuovo alla finestra e si accorga del buio e del pericolo incombenti. Come faceva la canzone di Gaber? Ma per fortuna che c’è il Riccardo…