Io: Buongiorno, sono venuto a concludere la pratica di liquidazione del conto corrente di mio padre deceduto a gennaio.
Lei: Ah sì, prego, s’accomodi. Ecco, queste sono le cifre degli interessi, delle spese, somme, differenze, totali, ecco qua.
Io: Bene…ma cos’è questo sette per mille che avete trattenuto?
Lei: Sono le spese di successione?
Io: Sono tasse?
Lei: No, spese di successione applicate dalla banca.
Io: Ah, e come è possibile? Dove sta scritto? Nel contratto?
Lei: No, ma in una circolare interna del 2005 in cui la direzione ci chiede di prelevare dal conto del correntista deceduto il sette per mille in fase di successione agli eredi.
Io: Mi dà la circolare?
Lei: No, è interna.
Io: E quindi?
Lei: Non gliela posso consegnare, ma se vuole gliela mostro.
Io: Faccia vedere.
Lei: Ecco, vede? È tutto in regola.
Io: No che non lo è. La circolare è interna, ma l’effetto è esterno, ai danni dei correntisti esterni, non sul vostro stipendio di dipendenti interni. Mi dia un foglio informativo in cui è scritta questa clausola.
Lei: Non lo abbiamo.
Io: Perché?
Lei: Perché non attiene alla normale gestione del conto.
Io: Non attiene alla normale gestione del conto? Vuol dire che i vostri correntisti non muoiono quasi mai e se càpita è un caso straordinario?
Lei: ….
L’altra: Qual è il problema?
Io: Il problema è che la trasparenza è una parola senza senso se non informate correntisti di tutte le clausole.
L’altra: Quale clausola?
Io: Quella del sette per mille. Perché non c’è sul foglio informativo?
L’altra: Perché non attiene alla ordinaria gestione del conto.
Io: Ancora. Ma lo sa che la morte è un fatto ordinario che capiterà prima o poi anche a lei e a me? A meno che i correntisti della vostra banca non siano immortali per contratto, nel qual caso apro subito un conto.
L’altra: Adesso mi informo, ma stia sicuro che se glieli abbiamo tolti è perché potevamo farlo.
Io: Certo, non ho dubbi, ma vorrei vederlo scritto da qualche parte.
Lei: Anch’io ho dovuto pagare una percentuale quando è morto mio padre.
Io: Capisco, ma non è normale fare le cose senza dirlo. Quando la mia banca mi abbassa il tasso d’interesse, mi scrive e me lo dice. Io tiro due moccoli, ma li ringrazio per avermelo detto. Voi lo fate?
Lei: Sì.
Io: E allora perché non li avvertite delle spese di successione?
Lei: ….
L’altra: Ecco il suo documento informativo. Me lo firma per ricevuta?
Io: Certo…..ecco, vede? A pagina 4 c’è scritto: Spese di successione: sette per mille. Non è un’informazione segreta e riservata. È scritta sui vostri normali fogli informativi. Perché non potevo averlo senza discussioni?
L’altra: Ma non è la normale gestione del conto.
Io: Ho capito che ci augurate lunga vita e ricchi depositi, ma non credo di dirle una cosa nuova se la informo che i conti si estinguono esattamente come i loro titolari e i dipendenti di questa banca. Auguri.
L’altra: Grazie.
Io: Esequie, esequie vivissime

Questa lieta conversazione si è verificata, parola più parola meno, ma il tono era assolutamente grottesco, in una banca di c.so Buenos Aires a Milano la settimana scorsa. Altro che elisir di lunga vita: l’immortalità è un conto corrente!