«Qui posso permettermi una troupe di 130 persone, solo 15 gli italiani, i capisquadra. Qui ho a disposizione migliaia di comparse, cavalli e stuntman a bizzeffe. Un macchinista in Italia costa 1500 euro al giorno, qui 300. Da noi dopo nove ore scatta lo straordinario, qui non esistono limiti d’orario. Per la manovalanza si usa lo “zingarume rumeno” a 400, 500 euro la settimana» (dal Corriere di oggi, intervista di Giuseppina Manin).
Parola di Renzo Martinelli, autore di capolavori come il Mercante di Pietre e Carnera, regista considerato vicino alla Lega, per intercessione della quale sta realizzando il film sulla battaglia di Legnano, quella del 1176 che oppose la Lega Lombarda, quella vera del Carroccio e della Martinella, a Federico Barbarossa. È andato in Romania a girare (!!!) per le ragioni sopraddette, ma anche per potersi permettere, risparmiando sul budget tecnico, attori come Rutger Hauer e Raz Degan, rispettivamente nei panni dell’imperatore tedesco e di Alberto da Giussano, ma anche Kasia Smutniak, Cecile Cassel, Angela Molina e Murray Abraham. Curioso: nessun italiano e nemmeno padano, nonostante sia una produzione RAI. Produzione delocalizzata, come si vede. In compenso “lo zingarume” questa volta è servito e non si è neppure rubato una cinepresa. Avranno usato le ronde verdi o sarà bastato lo sguardo severo dell’eroico Martinelli? L’idea delle impronte digitali non gli dispiace: «Vorrei sapere chi viene in casa mia». Giusto. E i romeni sanno chi è andato a casa loro? Ma, soprattutto: io che pago il canone RAI, oltre a riempire le tasche di Saccà e le sue amichette, devo anche sobbarcarmi il compenso di questo bifolco?