brunetta.jpgA Milano diciamo “piscinin, brutt e cattiv” per definire la classica carognetta, quello piccolo e dispettoso che da bambini tutti abbiamo conosciuto. Sembra il ritratto del ministro Brunetta, veneziano, classe 1950, una carriera costruita sui carri governativi, prima socialisti, all’epoca di Craxi e poi di Berlusconi. Il ministro giura che farà
pulizia tra gli statali, denuncerà per truffa aggravata quegli impiegati sorpresi a fare il doppio lavoro o ad occuparsi d’altro in orario d’ufficio. Sono i classici “statali” che timbrano il cartellino o se lo fanno timbrare dal collega e poi vanno dal parrucchiere, a fare la spesa, al motel con l’amante o al mare con la famiglia. Un po’ come quei parlamentari che passano la tessera al collega perché voti in aula al posto loro, i cosiddetti pianisti, mentre loro sono in tutt’altre faccende affaccendati, prendendo ugualmente stipendio e gettone di presenza. Anche per loro, come per gli altri statali, si configuri la truffa aggravata. Vai Brunetta, sei tutti noi! Così ti vogliamo: piscinin, brutt e cattiv!

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