Archive for 13 maggio 2008


Una nomade sedicenne al quartiere Ponticelli di Napoli tenta di rapire una neonata in un appartamento. Viene arrestata. La rappresaglia non si fa attendere, come nella miglore tradizione bellica: un commando di coraggiosi cittadini armati di bottiglie molotov devasta quattro bunker nemici (quattro baracche), peraltro già abbandonati. Rabbiosi per lo smacco, in un altro campo, un gruppo di giovani partigiani a bordo di scooter dà l’assalto ad ulteriori postazioni nemiche, questa volta abitate da una famiglia con due pericolosissimi bambini, noti per la perfidia delle loro azioni. Uno sventurato romeno, incontra alcuni difensori dell’ordine pubblico e della razza, gli chiedono se sia rom e alla risposta affermativa lo ripagano con fendenti ad una gamba. Bravi, è così che si fa. Sicurezza, sicurezza, sicurezza. È quello che ci vuole. Ma…..mi viene un dubbio: tutti questi coraggiosissimi tutori delle istituzioni, dell’ordine, della sicurezza, della salvaguardia del prossimo, della civilissima italica stirpe, dove sono quando i killer della camorra ingaggiano una sparatoria in mezzo alla gente e a farne le spese sono bambini e ragazzini innocenti che restano feriti o ammazzati? Perché non si organizzano e non vanno in forze ad incendiare le ville dei boss, note a tutti, ma inviolabili, perché non lanciano bottiglie molotov sulle loro lussuose macchine, perché non organizzano cordoni sanitari e di solidarietà attorno ai negozi taglieggiati dal pizzo? Perché non imitano i ragazzi di Locri e non mettono i loro corpi a fermare le pallottole? Perché fanno male? Perché il piombo avvelena il sangue? E le molotov cosa sono, bevande rigeneranti? E i coltelli attrezzatura per un picnic? In realtà si tratta di sciacalli dal “cuor di leone”, ma solo quando l’occasione è propizia. Si devono solo vergognare.

Notizie dall’interno: incidente stradale sulla provinciale XY ieri sera. Il suv guidato dal sig. A ha travolto la bicicletta su cui pedalava il sig. B che è rimasto ucciso. Il suo cadavere è stato ritrovato nel fosso che costeggia la carreggiata. Abbiamo in studio il sig A, che guidava il suv, in modo da concedergli diritto di replica alla notizia, in base alle nuove norme sul contraddittorio. Con noi anche il medium Z, che tramite le sue facoltà parapsicologiche, si metterà in contatto con l’aldilà per sentire anche la versione della vittima B. Super partes il medico legale, che sul tavolo operatorio eseguirà l’autopsia in diretta, in modo da avere un parere “terzo”, non influenzato da alcuna delle parti in campo. L’informazione equilibrata, equidistante, imparziale, asettica, sanguinolenta, ma precisa, è così garantita.