Ingannare l’attesa, ammazzare il tempo, azioni riprovevoli o legittima difesa? Se inganno l’attesa quella non ingannerà me facendomi immaginare conclusioni fasulle, futuri improbabili, ipotesi irrealizzabili. Se ammazzo il tempo lui non ammazzerà me trascorrendo troppo velocemente, passando sul mio corpo come una falciatrice sul prato, riducendo forze, desideri, passioni, speranze. Se poi attesa e tempo si alleano contro di me per massacrarmi la ragione con le loro illusioni, avrò ben diritto di legarle assieme, accendere un bel falò e rosolarle a fuoco lento finché non avranno smesso di prendermi in giro? Una volta gli uomini erano in grado di identificare i concetti astratti con incarnazioni concrete: per ogni sensazione, idea, ragionamento, passione, c’era una figura, un dio, una musa, un personaggio da onorare o con cui prendersela. Si è rinunciato a tutto questo in nome di cosa? Di un discutibile libero arbitrio? Oggi posso prendere a martellate l’orologio, ma non è la stessa cosa. Vuoi mettere la soddisfazione di prendere a schiaffi Cronos? Buona domenica.