Archive for 26 novembre 2007


facingyou.gifSabato pomeriggio, da poco ha smesso di piovere a Milano, ma il cielo è ancora grigio. L’ora e il tempo ideale per non andare per negozi dato che saranno affollati, caldissimi, con le commesse in tshirt e io col golf di lana. Ma si da il caso che voglia comprare proprio un golf, forse due se li trovo di mio gusto e allora faccio quel che non dovrei fare: esco. Primo negozio: il modello che cerco c’è, ma è di cachemire e costa 110 €. Lo lascio lì, anche perché penso che l’ovino a cui hanno tolto il pelame non sarà stato ricompensato adeguatamente. Chiedo al commesso in tshirt se ce ne sono di più economici, gli indico il modello e mi dice: là in fondo, dopo la scala mobile sulla destra. Ci vado, ce ne sono, ma di un altro tipo che probabilmente piacevano al commesso, ma non a me. Cambio negozio: temperatura equatoriale, le palme finte trasudano lattice di gomma, cercare golf di lana mi fa quasi stare male, ma ormai sono qui e procedo. Eccoli, come piacciono a me, del colore che mi va, anche il prezzo non è da infarto, ma la taglia…dalla 48 in su. E le altre misure? Esaurite. Ma siamo solo a novembre. Devo aspettare i saldi di gennaio per trovare la mia taglia? Arriveranno. Quando? Chi lo sa. Lo sapevo che dovevo starmene a casa. Esco dal negozio con le palle giratissime e mi fiondo nel negozio di libri e dischi accanto: sopra o sotto? Mi devo sfogare in qualche modo e subito, non posso aspettare, ho bisogno di una terapia d’urto non l’omeopatia, quindi reparto dischi. Mano a mano che passo gli scaffali annoto almeno una decina di dischi che dovrei assolutamente comprare e anche un paio di dvd, ma mi tengo a bada, a fatica, ma ce la faccio. Ecco, reparto punk, non ci passo mai, ma il richiamo di Gogol Bordello si fa sentire. È un po’ di giorni che mi risuona in testa Start Wearing Purple, dalla colonna sonora di Tutto è Illuminato. L’estate scorsa l’ho visto dal vivo e, a parte i pogatori che avevo intorno, mi sono divertito. Sono in dubbio tra Supertaranta e Gipsy Punk. Vabbe’ vada per Supertaranta che è più recente (ma non ne sono convintissimo). Rimando l’acquisto di tutto il resto ad altro momento, ma sulla strada della cassa mi piazzano le offerte di Keith Jarrett. Offerte si fa per dire, perché i dischi ECM sono sempre carissimi e quasi mai scontati, ma Facing You è un disco per cui provo molta nostalgia: primo disco di Jarrett per l’etichetta tedesca, primo disco di Jarrett che abbia mai sentito, piano solo, un suono già caratteristico, “piccolo” rispetto alle dinamiche digitali di oggi, ma ci si riabitua in fretta. Esco dal negozio, mi immagino Gogol Bordello e Jarrett nello stesso sacchetto che si guardano in cagnesco, mentre è buio e ha ripreso a piovere. Naturalmente arrivo a casa fradicio, ma la vasca piena d’acqua calda e sullo stereo Lalene e Starbright e In Front e Semblence e tutti quei pezzi pubblicati quando avevo solo dieci anni …certi ricordi sono più caldi del cachemire….

ridere.jpgUna delle cose più fastidiose che ci possa capitare è perdere tempo a cercare cose che non ci sono più. Mentre scavi ti prende l’ansia della delusione, che si alterna alla speranza di essere sulle tracce giuste, ma poi le perdi di nuovo e ti arrabbi e dici: ma com’è possibile, era qui, me lo ricordo benissimo e quanto tempo ci ho passato ed era divertente e non vedevo l’ora di trascorrerci altre ore, ma dov’è finito? E scavi, e cerchi, e frughi e ricordi, e frughi, e cerchi, e scavi, e ti sembra quello, e non è lui, e gli assomiglia, e sì è proprio lui, ma no, non è lui, o per lo meno non è come prima, è cambiato, non ti fa lo stesso effetto. E allora ti chiedi: sono io o è lui? Lui è uguale e io sono cambiato o viceversa? Eppure io sono lo stesso, più o meno, pressappoco mi diverto con le stesse cose, non ho cambiato troppe opinioni, bene o male mi piacciono ancora Totò, Mel Brooks, Peter Sellers, Walter Chiari, Paolo Panelli e Bice Valori, Tognazzi e Vianello, Cochi e Renato, Aldo Giovanni & Giacomo, reggo ancora Bisio e Paolo Rossi, abbastanza la Littizzetto, ogni tanto sopporto anche Dario Fo, ma a piccole dosi. Ma allora perché non mi fa più ridere Daniele Luttazzi? E perché registro le puntate di Decameron? Mi sbellicavo quando faceva il medico a Magazine 3, il professor Fontecedro e il giornalista Panfilo Maria Lippi con la Gialappa’s erano personaggi impagabili, Sesso con Luttazzi e Adenoidi erano spettacoli fantastici, quando parlava di cose schifosissime tornavo bambino. Ma allora cos’è successo? Le cause vinte contro Previti e Berlusconi gli hanno fatto male? Lo hanno traumatizzato nonostante il successo ottenuto? L’umorismo e la satira sono cose serie, ma chi si prende troppo sul serio alla fine non diverte più.