prozac.jpgVent’anni e non sentirli. Due decenni fa inventavano la pillola della felicità, quella che ci avrebbe liberato dalla depressione, al posto di tutte le altre pillolette legali e no, che medici e pusher ci rifilavano appena ci sentivamo un po’ giù. Fluoxetina, serotonina, recettori, neurotrasmettitori diventavano termini comuni non solo per strizzacervelli professionisti, ma anche per rimescolatori di neuroni e sinapsi casalinghi. Poi hanno pensato di farlo ingurgitare anche a cani e gatti, che, vivendo con padroni nevrotici, acquisiscono pure le loro malattie, non bastando quelle specifiche. Infine i bambini: recentemente una direttiva europea consente la somministrazione di prozac anche ai più piccoli dagli 8 anni in su. Senza effetti collaterali? Qualcuno ha dei dubbi. Non esistono farmaci senza effetti collaterali, come non esiste bombardamento senza vittime innocenti. Già la psicoterapia, se praticata da un incosciente, può provocare danni quasi irreparabili, figurarsi una pillola, che il paziente può assumere praticamente a volontà in autonomia o quasi. Negli ultimi cinque anni il consumo di psicofarmaci in Italia è aumentato del 75%, la notizia buona è che negli ultimi dieci anni è diminuito il consumo da parte dei bambini per curare il disturbo da deficit di attenzione e iperattivita’, dopo un picco tra il 2001 e il 2002. Da noi non è così diffusa l’abitudine di rifilare pillole calmanti ai bambini. Per ora.