Oggi c’è un vento che ti porta via. Cammini per strada e pare di essere in montagna, quando la salita ti stronca i polpacci, mentre un mucchio di foglie si disfa davanti ai tuoi occhi e fa di tutto per entrarti sotto le palpebre e farti godere la ruvidezza della polvere sulle cornee. Oppure, al contrario, sembra che qualcuno ti molli uno scapaccione sul coppino mentre stai percorrendo il marciapiede di casa, facendoti sentire più giovane di quasi quarant’anni, quando i grandi riuscivano a raggiungerti, le rare volte, e ti punivano per l’ennesima monelleria che avevi combinato ai loro danni con la solita banda. Le raffiche di foehn provocano questi effetti, in una giornata di attesa per risposte che non arrivano e di conferma, ahimé, per una che è arrivata negativa. Dicono che le cattive notizie arrivano con l’espresso, quelle buone prendono le tratte locali che si fermano ad ogni stazione. È vero. Spero che sia vero. Buon weekend.
P.S.: e intanto il pettine è ancora nel paese degli oggetti perduti.