casalinga5.JPGNon c’è alcuna connotazione maschilista nell’affermazione “il posto della donna è in cucina”, intendendo in tale modo che i lavori di casa sono e devono essere appannaggio femminile. Già il fatto di parlare di maschilismo e femminismo potrebbe risultare fuorviante, poiché, alle sacrosante rivendicazioni femministe, si potrebbero opporre tranquillamente quelle maschiliste, nel momento in cui le prime oltrepassassero il segno della legittimazione delle seconde. A parte questo, proclamare che stare in cucina per le donne è naturale, non vuole divulgare un’idea di superiorità maschile, fisica o intellettuale che sia, anzi, tuttaltro, è una dichiarazione di riconoscimento dell’abilità femminile in attività nobilissime e utili. Già alcuni elettrodomestici e attrezzi da cucina creano, con il loro stesso nome, una relazione di generi: LA lavatrice, LA lavastoviglie, La friggitrice, LA scopa, LA pentola, LA padella, sono tutte di genere femminile. Qualcuno potrebbe obiettare che il frigorifero è maschile. Giusto, ma rappresenta la freddezza dell’uomo nei confronti di quel lavoro. Pure il ferro da stiro, che però funziona grazie ad una caldaia e agisce su un’asse. Anche l’aspirapolvere è maschile, ma la forma oblunga e quasi fallica crea di per sé una connessione inconscia tipicamente maschile, legata all’immaginario collettivo junghiano. Non a caso IL divano è maschile, dove l’uomo può distendersi dopo pranzo o in attesa che la cena sia pronta, mentre alla donna è assegnata LA poltrona, dove riposarsi leggendo un libro di cucina o adoperandosi in altre attività edificanti come il lavoro a maglia, il ricamo, il rammendo, il cucito in genere. Tutto questo per dire che ho appena finito di pulire la cucina ed è faticosissimo, per cui, se lo facesse una donna al mio posto, sarei disposto a riconoscerle qualsiasi tipo di superiorità, fisica, metafisica, intellettuale, trascendente….