Sarà più facile che mi spuntino le ali sui talloni o impari a memoria l’orario ferroviario piuttosto che mi càpiti di dirigere un giorno qualcosa come un’azienda che fattura quotidianamente milioni di euro. Ma se in un’altra vita, in un’altra reincarnazione, in un’altra dimensione, in un altro universo dovesse succedere una cosa del genere, starò bene attento a quel che accadrà negli uffici, tra gli impiegati e collaboratori. Soprattutto pregherò tutti affinchè non mi vogliano troppo bene. Anzi, mi renderò anche un po’ antipatico, non troppo, quel tanto che basti a non farmi fare favori non richiesti. In questo modo mi eviterò un sacco di guai. Ma ci pensate? Quanto tempo perso tra avvocati, tribunali, giudici con le toghe di ogni colore, a spiegare che io non c’entro, che non sapevo, che mi fidavo talmente dei collaboratori che davo loro la chiave della cassaforte, la disponibilità dei conti italiani, svizzeri e caraibici, consentendo loro di fare ogni tipo di operazione, anche di centinaia di migliaia di dollari, ma non per farmi risparmiare guai con la guardia di finanza o per farmi ottenere acquisti vantaggiosi di aziende in liquidazione, ma per le normali operazioni finanziarie che ogni azienda di quelle dimensioni realizza normalmente ogni giorno. Uffa! Quanto tempo perso. No, no, spero che non succeda mai. Anche se alla fine, lo so, nelle altre dimensioni, negli altri universi, sugli altri pianeti, la giustizia trionfa e le toghe tornano ad essere del colore giusto, non sarebbe possibile sopportare un calvario simile, pure se in premio mi dessero la presidenza del consiglio. Soprattutto perché, per avere quella, dovrei disfarmi delle concessioni governative, altrimenti non si può. o no?