Dello specchietto esterno destro posso anche farne a meno. Le prime macchine che ho guidato non l’avevano. Mio padre e i miei fratelli più grandi hanno imparato a guidare senza quell’ausilio. Ora mi hanno detto che è obbligatorio, ma posso sempre dire al vigile che me l’hanno appena strappato. In effetti deve esssere successo così. Qualcuno l’ha afferrato, scardinato, strappato e ora farà bella mostra tra i suoi trofei da demente, perché se lo è portato via. L’ho cercato lì intorno, ma non c’era. Chi farà collezione di specchietti? Un vanitoso? Un narciso? Oppure un minus habens che in camera da letto si è costruito con quattro sedie una parvenza di macchina, usa il coperchio di una pentola come volante, lo spazzolone del cesso come cambio e gli serviva giusto uno specchietto per completare la sua pantomima infantile, così ora può fare brumm brumm con la bocca e immaginare di essere tra i cantieri della A4 alle sette e mezza del mattino tra Bergamo e Brescia e due bilici carichi di macchinari agricoli che lo stringono verso la quarta corsia da completare? Spero che lo stritolino. Non è finita. Domenica scorsa non ho più trovato lo specchietto sinistro. Accidenti, quello serve. E non posso nemmeno raccontare che me l’hanno appena strappato, perché manca anche il destro e, d’accordo il vandalismo galoppante, ma il vigile mi obbligherebbe a scendere e piantare lì la macchina sino a che non ho provveduto. Avrebbe anche ragione. Solo che, anche stavolta, lo specchietto è sparito. Ho guardato in giro, sotto la macchina, sotto le altre macchine, niente, il nulla, il vuoto, l’assenza, l’abbandono, la sporcizia, perché non vi dico cosa c’è sotto le macchine e lungo il cordolo dei marciapiedi: sembra che qualcuno abbia adottato la strada come magazzino o discarica o entrambe le cose. Fatto sta che anche il secondo specchietto è evaporato. Ho letto che pare ci sia qualcuno che li smonta e li rivende, ma non deve essere il mio caso, poiché lo smontaggio è stato un po’ brutale. Vado dal meccanico-carrozziere che mi procura due begli specchietti nuovi di zecca a soli centoottantadue euro. Probabilmente sono fatti a mano e la superficie riflettente è lucidata da anziani artigiani della Val Clavicola ormai in via di estinzione. Resta il sospetto che bande di vandali prezzolati si aggirino per la città razziando specchietti al soldo delle multinazionali dell’automobile o dei carrozzieri, allo scopo di dissanguarci. Se ne becco uno pagherà per tutti. Davanti a casa mia si apre Piazzale Loreto: attenzione, non è un avviso, ma una minaccia.