Archive for giugno, 2007


Ar13Mi dispiace per chi sta soffrendo il caldo in questi giorni, ma a Milano si sta alla grande: sole splendente, cielo azzurro, vento secco, temperature che di notte scendono attorno ai 20 gradi. Le rondini fuori dalla finestra stanno pasteggiando allegramente e sfrecciano velocissime. Attila e Rossini le inseguono…con lo sguardo, accennando balzi che non compiono, per fortuna. L’hanno imparato da piccoli: Rossini si è fatto una passeggiata fuori dalla ringhiera al quarto piano e deve avere “sentito” il mio terrore silenzioso e da quella volta non l’ha più fatto. Attila, invece, all’inseguimento di un piccione si è lanciato verso la finestra chiusa e si è spiaccicato sul vetro. Anche lui da quella volta segue solo con gli occhi. Meno faticoso. Pare che mi assomigli. Be’, la faccia intelligente ce l’ha.

Possano le vostre sirene ossessionarvi per un intero w/e, dalla notte del venerdì sino al mattino del lunedì, in modo che, quando ritornerete al lavoro, il suono maledetto della sveglia vi sembri un usignolo;
il frastuono assordante del traffico un preludio di Chopin;
la vociaccia del vostro capo, che vi urla di darvi da fare, invece di farvi le pippe sul blog, Bobby McFerrin che canta Don’t Worry, Be Happy;
il martello pneumatico che sta bucando il marciapiede di sotto una dolce marimba che scandisce un calypso;
lo sferragliare del treno che vi riporta alla magione una nenia zulu suonata alla kalimba;
e, una volta tornati a casa, finalmente sotto le coperte, alle tre e mezzo di notte, lo squillo del telefono di chi vi ha voluto fare uno scherzo vi appaia come il patetico richiamo di un gufo in vena di malinconie. Producete, vendete e comprate allarmi che non durino più di cinquanta secondi!!
Sirene che non superino in decibel il fischio di un Harrier a decollo verticale!!
Vi auguro che i ladri che svaligeranno i vostri appartamenti e deprederanno le vostre auto siano sordi, in modo che non si accorgano dell’allarme e possano portare a termine il loro lavoro indisturbati.
Tanto voi non vi scomodate certamente per disattivare l’antifurto e le forze dell’ordine hanno altro a cui pensare.
Siamo solo noi che lo sentiamo e vorremmo bombardarvi di insulti.

Dietro a un grande uomo, dicono, c’è sempre una grande donna;
dietro a una grande donna, quasi mai c’è un grande uomo, una grande donna è grande di suo (gcanc)

Grazie a tutti quelli che c’erano e a chi ci ha provato, ma non ce l’ha fatta. L’importante è il pensiero. Ma anche la presenza non è male. È stato emozionante e divertente, a cominciare dal libro in vetrina, accanto a quelli che vendono per davvero. Bestseller per un giorno.
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AUTOPROMOZIONE

Lo presento giovedì 21 alle 18:00 alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, nella Sala della Birra. Non fatevi ingannare dal nome, perché non ci sarà alcuna mescita e se volete bere è meglio che ve lo portiate da casa. Però se venite sarà più divertente. Vi aspetto. Anche fino alle 18:15, poi cominciamo senza di voi…anche perché non stiamo mica a pettinar le bambole! Quelle le ha già mangiate il Gatto-Capra.
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50000 parole

Solo in casa tutto il pomeriggio. Solo si fa per dire, perché le due code pelose fanno di tutto per farmi notare la loro presenza. Sdraiati sul tavolo, uno a destra e uno a sinistra, se tentano di avvicinarsi ancora un po’, zampettano direttamente sulla tastiera. Ci vuole un disco adatto. Piano solo, lo metto in loop e mi metto a scrivere.
Inventare storie è una cosa che non avevo mai fatto prima. Ciò che avevo scritto fino ad oggi erano momenti di vita vera, riflessioni scherzose su ciò che mi accade o di cui sono testimone.
In effetti ho sempre ammirato quelle menti così fertili che sfornano romanzi a ripetizione, inventano trame complicatissime, con decine di personaggi, riuscendo a gestirli tutti e senza perdene qualcuno strada facendo. Certo, ci vuole pratica ed esperienza, ma che fatica! Io mi sono creato una tabella con i miei personaggi, per averli sempre sott’occhio, in modo che non mi sfuggano. Non si sa mai con certa gente. Però è divertente, ti dà una certa sensazione di potere avere a disposizione individui, che fanno quello che dici (scrivi), senza possibilità di replica. In realtà, la soddisfazione ce l’hai solo se, rileggendo, ti rendi conto di avere scritto qualcosa di sensato, logico, comprensibile e condivisibile. E non è sempre così. Allora è il caso di riscrivere. Io vado avanti, comunque. Finché c’è musica c’è speranza e le code pelose qui accanto si agitano per incoraggiarmi. E poi, giunto a quasi 50000 parole non posso mica piantare tutto lì. Noo??!!